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La connessione tra l’Intelligenza Artificiale e la nanotecnologia. Intervista a Christine Peterson
Tecnoscienza - Nanotecnologie

Le interviste del SIAI (Singularity Institute for Artificial Intelligence)

Christine Peterson, Co-Fondatrice e vice presidente del Foresight Nanotech Institute e SIAI Advisor

Sono Christine Peterson, Vice Presidente del Foresight Nanotech Institute e consulente del SIAI. Il mio ruolo nel SIAI è di aiutarli a comprendere due punti chiave. In primo luogo, quale sarà la connessione tra lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e lo sviluppo della nanotecnologia. L’altra è una questione di più ampio respiro: come si deve informare la gente sul futuro tecnologico di lungo termine? La nanotecnologia si occupa del futuro del mondo materiale. L’Intelligenza Artificiale si occupa del futuro del mondo dell’informazione.

Lo scopo del Foresight Institute è massimizzare i benefici e minimizzare le potenziali conseguenze negative della nanotecnologia. In particolare, il tipo di nanotecnologia a lungo termine, quando saremo in grado di costruire oggetti fisici macroscopici atomicamente precisi con un controllo programmabile. Interrogarsi sul futuro della tecnologia, sia per il Foresight Nanotech Institute che per il SIAI, è una sfida. Naturalmente, non possiamo fare previsioni con accuratezza totale. Non lo si è mai fatto e forse non ci si riuscirà mai. Ma alcuni trend sono ben osservabili. Nel ramo della tecnologia, ad esempio, molte persone sono consapevoli della Legge di Moore, che prevede il futuro del calcolo. È un fattore chiave sia della nanotecnologia che dell’Intelligenza Artificiale. Quindi, anche senza una tabella di marcia, vediamo come le cose procedono, e facciamo alcuni prudenti pronostici su quanto tempo impiegheranno alcuni di questi impressionanti sviluppi ad arrivare.

Non tutti sono capaci o disponibili a pensare a lungo termine, a quali possibilità si verificheranno e in particolare a quali possibilità sembrano molto reali. In questo momento direi che a quest’ultima categoria appartengono sia la nanotecnologia che l’Intelligenza Artificiale. Quanto ci si metterà? Certezze non ne abbiamo. Ma è importante che una parte lungimirante della popolazione si interessi a tali questioni fondamentali e provi a dirigere lo sviluppo tecnologico verso i risultati più sicuri e benefici, allontanandolo dai risultati negativi che, per esempio, potrebbero avere impatti molto seri sull’economia, sulla pace, e sulle nostre libertà.

Noi del Foresight Nanotech Institute abbiamo inaugurato un progetto chiamato Technology Roadmap for Productive Nanosystems. Questa roadmap illustra le tappe tecniche, nel cammino verso le potenzialità di produzione nanotecnologica avanzata, che pensiamo meritino seria attenzione, in termini sia delle loro possibilità tecnologiche che dei loro potenziali rischi. È un progetto centrale per noi, ed è così che pensiamo si debba guidare la nanotecnologia. Rendere la nanotecnologia benevola e  rendere benevola l’I.A sono due progetti che presentano molte somiglianze. Sono entrambi progetti di lungo termine, ad alto contenuto tecnologico, che implicano un’integrazione tra tecnici e decisori pubblici, e quindi ci sono delle sinergie. Avendo riflettuto a lungo su queste questioni nel ramo delle nanotecnologie, sono ora in grado di proporre alcune idee che il SIAI può spendere nelle sue ricerche sull’Intelligenza Artificiale.

Un aspetto cruciale, nel progetto di guida dell’I.A., è la creazione di una comunità di persone affini che si dedichino alla causa e apportino un corposo insieme di abilità. Il SIAI sta facendo ora quello che il Foresight ha fatto per la nanotecnologia, cioè tenere una serie di conferenze di alto profilo sul tema che radunino le menti più brillanti del ramo e inizino a formare una comunità attiva, che collabora per capire quali sono gli aspetti fondamentali, cosa dobbiamo fare al riguardo, chi agirà, da dove verranno i finanziamenti per queste questioni importanti. Sono quindi una grande sostenitrice del Singularity Summit e degli altri meeting tecnici che il SIAI organizzerà.

Ci sono molte definizioni di Singolarità. Ma ai fini pratici, una definizione utile e che mi piace usare è quella di un momento futuro in cui il progresso tecnologico aumenta al punto tale che riusciremo a malapena a seguirlo, e forse ce ne sentiremo sopraffatti. Ovviamente, quindi, se c’è un modo di prepararvisi, è compito nostro farlo ora, e questo è parte dello scopo sia del Foresight che del SIAI. Lo scopo di guidare l’Intelligenza Artificiale verso obiettivi benevoli è estremamente difficile e complesso. Richiederà un intenso sforzo collaborativo e di preparazione intellettuale, e ci vorrà un bel po' di tempo. Non sappiamo quando i risultati di questi sforzi si renderanno necessari. Potrebbe essere prima di quanto pensiamo. Sarebbe un’ottima idea iniziare ad occuparsi di queste cose ad un ritmo piuttosto serrato, poiché potremmo aver bisogno di risultati prima di quanto pensassimo. Ritengo quindi importante profondere un considerevole sforzo in questa direzione fin da ora.

Su quanto ci vorrà prima che arrivi l’I.A. forte, ci sono molte stime diverse. Le divido grosso modo in due categorie. Una è quella di chi condivide [l’approccio di] Kurzweil. Nel fare le sue stime, lui si chiede quanto sarà difficile modellare il cervello umano, e quanto tempo ci vorrà per riuscirci. E fa una stima di qualche decade. Forse sbaglia per eccesso. Si potrebbero immaginare alcune scorciatoie. Non ci sono ragioni per sostenere che questo sia il solo approccio. Dopotutto, non è così che il nostro software funziona oggi, e malgrado ciò facciamo cose molto interessanti. Quindi, sosterrei che ci vorrà di meno. Potrebbe essere molto meno. In effetti, potrebbe mancare molto poco. Potrebbe succedere domani. Potrebbe succedere negli Stati Uniti, in Cina, Giappone, Russia, Israele. Non lo sappiamo. Ma nessuno si azzarda a garantire che non succederà domani.

Abbiamo provato per decenni a realizzare l’I.A. forte e chi, tra noi, se ne è occupato è  molto consapevole dei fraintendimenti iniziali. Negli anni ’60 e ’70, si pensava che sarebbe stato più semplice. E questo, secondo me, ha indotto la gente ad offuscare il proprio giudizio, ignorando completamente il fatto che i risultati avrebbero potuto manifestarsi solo nel lungo termine. Lo trovo pericoloso. Penso che si debba mantenere una certa apertura mentale. Solo perché alcuni si sbagliavano negli anni ’60 e '70, non significa necessariamente che una particolare conquista tecnologica non possa essere ottenuta nel 2007 o nel 2010. Non sono dell’idea che la nanotecnologia avanzata sia necessaria per creare l’I.A. forte. Non è affatto evidente, secondo me. La cosa evidente è che quando otterremo la nanotecnologia davvero potente, l’abilità di costruire con precisione atomica certamente aiuterà a costruire dell’I.A. molto avanzata, creando se necessario modelli fisici del cervello umano.

Sia nel campo delle nanotecnologie che in quello dell’Intelligenza Artificiale, alla domanda ”quanta gente lavora in questa direzione e quanto è ampia la base di abilità  tecnologica applicata a questi problemi”, si può rispondere in due modi. Uno è osservando quanti individui stanno cercando di aggirare l’ostacolo, trovando una scorciatoia verso una realizzazione molto avanzata dell’I.A. forte. Quel numero è relativamente piccolo. È molto difficile calcolare esattamente quanti ricercatori stanno lavorando sull’I.A. avanzata e verso le nanotecnologie avanzate. Perché non è tutta ricerca americana. In tutto il mondo tecnici molto competenti occupano entrambi i campi. E non tutti questi sforzi sono necessariamente pubblici. Nel campo dell’I.A., dove ci sono dei vantaggi commerciali enormi, penso vi siano numerosi team che non comunicano tra loro. E per ottime ragioni. Non sono negli USA, ma anche in altri paesi. È più semplice osservare quante persone, in entrambi i campi, stanno costruendo la conoscenza di base, approfondiscono le questioni fondamentali comuni e secondo me, ad un certo punto, raggiungeranno senz’altro questi scopi avanzati. Non stanno “scavalcando”, o trovando “scorciatoie”. Stanno percorrendo un cammino lungo, difficile, faticoso, e stanno producendo molti progetti commerciali in tutti e due i casi. Sia nel ramo della nanotecnologia che in quello dell’Intelligenza Artificiale (e in quest'ultimo ramo rientra molta produzione di software) questi numeri sono immensi.

Penso sia cruciale che questi sviluppi tecnologici estremamente potenti trovino le prime applicazioni nelle democrazie. In posti dove la popolazione ha almeno qualche controllo sull’esercito, per esempio. Non vogliamo che le nuove tecnologie, potenti come saranno, sorgano in posti dove, per esempio, la democrazia non ha una grande presa perché è troppo giovane o addirittura non esiste. Penso sia difficile stabilire quale sia la nazione più sicura. Ma siamo tutti d'accordo che alcune sarebbero peggiori di altre. Speriamo quindi di accelerare lo sviluppo tendenzialmente nelle società più aperte. Questo sforzo di guidare lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale in direzioni più sicure e benevole è molto nuovo. Siamo alle prime fasi. Stiamo ancora costruendo una comunità. Stiamo definendo l’insieme delle abilità tecniche dell’organizzazione. Stiamo costruendo una base finanziaria. Stiamo costruendo il team, tutte queste cose iniziano ad unirsi. E penso che questo approccio di collaborazione ed interazione aperta favorirà lo sviluppo nelle società più aperte. Credo che il SIAI seguirà gli sviluppi in tutto il mondo, ma saranno le società più aperte ad unirsi al SIAI in questo sforzo. Queste collaborazioni porteranno ad un progresso tecnico più rapido, credo.

Nel campo della nanotecnologia, il supporto a questi scopi avanzati di lungo termine è in aumento. Ad esempio, in una recente pubblicazione del National Nanotechnology Initiative, pubblicato da National Academies, c’è una sezione sulla produzione molecolare che auspica un legame più stretto tra teoria e sperimentazione in questo campo. In questo campo, il governo USA ha anche erogato i fondi d’avviamento per l’International Council on Nanotechnology, un‘organizzazione a proprietà diffusa che spinge la nanotecnologia verso direzioni più sicure. Analogamente, per l’Intelligenza Artificiale, molti finanziamenti arrivano dalla DARPA, l’agenzia militare per la ricerca sui progetti avanzati. Stanno finanziando [questi sforzi] tecnologicamente. Prevedo che presto o tardi, così come con l’International Council on Nanotechnology, il governo federale cercherà probabilmente di indirizzare gli sforzi tesi a guidare l’I.A. in direzioni sicure e benefiche dei gruppi a proprietà diffusa come il SIAI.

Trattandosi di uno sforzo di lungo termine, perché si dovrebbe sostenere il SIAI già  oggi? L'importanza di lungo termine è evidente. Ma per me è importante sentirmi parte di questa comunità collaborativa, piena di persone con molto talento, molte abilità tecniche e dalla visione benevola: è importante spingere i loro sforzi, e intendo sia i loro sforzi pubblici che a volte le loro aziende private, in direzioni positive per la società. Lo trovo molto motivante, e inviterei chiunque volesse far parte di una comunità così collaborativa ad unirsi a noi.

Traduzione in italiano di Michele Gianella. 
Video e audio originali sono disponibili sul sito del Singularity Institute:
Video (parziale); audio (mp3).
Trascrizione originale, su Future Current: The Connection Betweek Artificial Intelligence e Nanotech

Ci scusiamo di ogni eventuale errore di traduzione, e vi invitiamo a segnalarcelo.

 

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