PDF Stampa E-mail
L'infiltrazione neofascista del transumanesimo italiano
Filosofia - Varie

Il seguente articolo è una libera e parziale traduzione di On the Neofascist Infiltration of Italian Transhumanism, pubblicato sul sito dell'Institute of Emerging Ethics and Technologies a firma dei membri fondatori del Network dei Transumanisti Italiani.

Introduzione

L'Italia è l'unica nazione al mondo che abbia due associazioni transumaniste, l'Associazione Italiana Transumanisti (AIT) e il Network dei Transumanisti Italiani (NTI o Network H+). Entrambe le associazioni sono chapters di Humanity+ e entrambe sono politicamente trasversali. La AIT ha però al suo interno una corrente, i cosiddetti sovrumanisti, che sono ritenuti da alcuni pericolosamente vicini ad ambienti neofascisti. Questa è la ragione della divisione all'interno del movimento transumanista italiano e questo è il tema di questo articolo.

Ambiguità come strategia

Nell'ottobre 2009 il segretario nazionale della AIT, Stefano Vaj, ha pubblicato un articolo su IEET.org, l'organizzazione creata da Humanity+ allo scopo di dialogare con la sinistra. Si tratta di un articolo ad invito, introdotto da James Hughes, e dovuto alla pubblicità internazionale che le note polemiche fra il Network dei Transumanisti Italiani (NTI), di cui Estropico è membro fondatore, e l'Associazione Italiana Transumanisti (AIT) hanno ricevuto quando Charlie Stross si è imbattuto in The Political Roots of Overhumanism, l’articolo pubblicato su Estropico sul tema dei transumanisti neofascisti italiani, o "sovrumanisti". E come ormai di prassi, prima di continuare, precisiamo che quella sovrumanista è una corrente interna alla AIT e che nessuno sostiene che la AIT sia, nella sua interità, un'organizzazione neofascista.

Che dire? Vaj è molto esperto nel calibrare il proprio messaggio per il pubblico che si trova davanti e il suo articolo è perfettamente calibrato per un pubblico di sinistra quale quello di IEET - non che sia difficile vincere le simpatie di un pubblico di sinistra attaccando Berlusconi e il Vaticano. Ma tali attacchi non sono certo il problema. La tattica di Vaj, osservabile in vari ambiti, sembra essere quella di presentare selettivamente quegli aspetti della propria complessa ideologia che pensa saranno bene accolti in quella specifica sede, ignorando invece gli aspetti che potrebbero causare dei problemi. Possiamo solo immaginare che di fronte al pubblico "etnoidentitario" vicino alle posizioni più estreme della Lega Nord, dal quale sembra essere apprezzato, le stoccate a governo e a Vaticano lascino il posto a quella che Vaj ha battezzato "autodifesa etnica totale", dal titolo di un suo articolo che ha preferito non citare nel suo intervento su IEET. Questa è indubbiamente una tattica astuta: chi leggerà il suo contributo su IEET non potrà che giungere alla conclusione che Vaj, e di conseguenza gli altri sovrumanisti, non possono certo essere dei neonazisti, anzi, sulla base di quanto scritto da Vaj, non avranno dubbi che si tratti invece di gente di sinistra. E gli etnoidentitari di cui sopra, dopo una sua presentazione, saranno probabilmente convinti di trovarsi davanti ad uno dei loro. Così come i frequentatori di un forum neofascista quale Vivamafarka, politicamente vicino a Casa Pound, e del quale Vaj è moderatore. Ma chi ha ragione?

Attacchi di cui non abbiamo bisogno e che non ci meritiamo

Prima di esaminare più approfonditamente il tipo di neofascismo che si nasconde dietro il sovrumanismo, proviamo ad accettare per un momento la tesi di Vaj, presentata nel suo articolo per IEET, secondo la quale egli non avrebbe nulla a che fare con l'estrema destra. Se così fosse, la sua decisione di pubblicare il proprio Biopolitica presso un editore quale la Società Editrice Barbarossa non potrebbe che lasciare perplessi, dato che si tratta di una casa editrice di nicchia, specializzata proprio in materiale di estrema destra. Secondo Antisemitism and Xenophobia Today, "[in Italia] sono pubblicati circa quaranta libri antisemitici (oltre a quelli che negano l'Olocausto), stampati principalmente da piccoli editori in genere collegati all'estrema destra. Essi includono: Edizione il Cinabro, Catania; Edizioni dell’uomo libero, Milano; Società Editrice Barbarossa, Milano”. E lo Stephen Roth Institute for the Study of Contemporary Antisemitism and Racism descrive la Società Editrice Barbarossa come “editore di estrema destra”. Ma consigliamo ai lettori di decidere da soli: se per qualche ragione il catalogo libri non fosse piu' che sufficiente a chiarire come stanno le cose, si consiglia una rapida occhiata alla sezione dei CD musicali... Per non parlare del fatto che buona parte del materiale pubblicato in rete da Vaj si trova sul sito del periodico l'Uomo Libero, descritto come "periodico di estrema destra" in Antisemitism Worldwide e che, secondo il già citato Antisemitism and Xenophobia Today, "sostiene la lotta al mondialismo e alla società multirazziale; è antisemitico e negazionista dell'Olocausto". Riteniamo che tutto ciò sia più che sufficiente, di per sé, a rendere Vaj semplicemente inadatto al ruolo di Segretario Nazionale di una associazione transumanista, in quanto espone l'intero movimento transumanista ad accuse di neofascismo che esso non merita e di cui non ha bisogno. Ma c'è dell'altro...

In Italia, forse perché è proprio il Bel Paese ad aver dato alla luce il fascismo, abbiamo il dubbio onore di avere neofascisti di ogni tipo. Una delle molte sottoculture neofasciste nostrane, quella a cui appartengono i sovrumanisti, non esita a prendere pesantemente a prestito tratti ideologici dalla sinistra e in particolare da quella estrema. O forse dovremmo dire che non esita a tentare di infiltrare i movimenti di protesta dominati dalla sinistra, spacciandosi come, appunto, di sinistra. Quella dell'infiltrazione, è una tattica già tentata da alcuni gruppi neofascisti a partire dagli anni '60, gruppi che i giornali di allora battezzarono “nazi-maoisti” e alcuni dei quali hanno dei discendenti ancora attivi (vedi: Lotta di Popolonuova destra, sinistra nazionale).

Il che ci porta ad un attacco di Stefano Vaj sulla lista di discussione di Humanity+ (già discusso sul blog) e in particolare a quello che sembra essere lo strumento preferito per gli attacchi sovrumanisti ad Estropico, il quotidiano Rinascita. Vedi: Dove va il transumanesimo, di Mafalda Grandi, qui ripubblicato sul sito AIT, e Il drago transumanista, sempre di Mafalda Grandi, qui ripubblicato sul sito AIT (qui una risposta agli attacchi della Grandi).

Naturalmente, e qui veniamo al travestitismo politico sovrumanista, il nome "Rinascita" non può che far tornare in mente la storica rivista del PCI che ha cessato le pubblicazioni nel 1991. Esiste però anche un'altra Rinascita, quella pubblicata dal Partito dei Comunisti Italianifino al marzo 2010. E non sorprenderà sapere che ai giornalisti di questa Rinascita non facesse affatto piacere che la propria pubblicazione potesse essere confusa con un'omonima testata neofascista. Due di loro (Fabio Giovannini e Valeria Russo) hanno quindi deciso di mettere i proverbiali puntini sulle i. Il loro reportage è stato pubblicato il 27 novembre 2008, ma purtroppo lo abbiamo scoperto solo recentemente - putroppo perché è una miniera di informazioni su quella sottocultura interna al microcosmo del neofascismo italiano a cui sembrano fare riferimento i sovrumanisti. Ecco alcuni passaggi (qui il documento completo, in formato Pdf, su Transumanisti.org): (PdCI)

Nero quotidiano. In edicola c'è un quotidiano che si chiama "Rinascita", proprio come il nostro settimanale. Chi sono? Cos'è la sinistra nazionale? Abbiamo deciso di indagare e abbiamo scoperto la verità. Si tratta di un foglio neofascista che si nasconde dietro simboli e parole della sinistra. E il loro progetto di camaleontismo politico risale addirittura al '68.

Il quotidiano "Rinascita" fa parte di una rete dell'estrema destra che cerca di spacciarsi per "sinistra".

Rinascita, sostiene il direttore Gaudenzi, "non si è mai definita di estrema destra". Eppure i suoi collaboratori, i contenuti degli articoli e i collegamenti esterni sono tutti di area neofascista.

...continua la vecchia abitudine di strizzare l'occhio alla sinistra, ad esempio nella critica all'imperialismo americano: un punto di forza di Rinascita, infatti, è l'antiamericanismo.

Gli esponenti di quest'area si dichiarano contro il globalismo finanziario, ma contrari anche alla lotta di classe e a favore delle gerarchie [...] Per loro l'emergenza principale è la rinascita nazionale, cioè la difesa etnica e dell'identità e tradizione euro-italica. Non solo si richiamano alle teorie differenzialiste di Alain de Benoist, ma si avvicinano alle tesi più estreme della Lega Nord. Dall'odio per gli Stati Uniti discende una collocazione filoaraba, in funzione antiebraica. In contrapposizione al dominio americano sul mondo viene sostenuto un polo geopolitico "eurasiatico" [...] Chiunque si opponga all'America viene eletto come punto di riferimento: in passato la Serbia di Milosevic e l'Iraq di Saddam, oggi l'Iran di Ahmadinejad, ma anche due roccaforti "rosse" dell'antimperialsmo contro gli USA, la Corea del Nord e Cuba.

Ma questo trasversalismo non impedisce a quest'area di rimanere razzista, secondo la tradizione che vuole difendere il "sangue" italiano dalle contaminazioni estranee (il "mondialismo" come "complotto che distrugge le razze" è la bestia nera di questo tipo specifico di fascisti italiani).

I nazi-rinati non scelgono l'Europa "cristiana", ma occhieggiano preferibilmente al neopaganesimo e all'islamismo.

...navigando sulla rete scopriamo che Rinascita viene presentata dai camerati come il quotidiano d'area, insieme al quindicinale del socialismo nazionale Italia Sociale, di cui Gaudenzi è stato direttore responsabile, e alla rivista milanese l'Uomo Libero.

I giornalisti di Rinascita (quella del PdCI) descrivono una "tela nera" che ruota intorno a Rinascita (quella neofascista): "un piccolo impero fatto di testate giornalistiche, cooperative, societa' e siti internet." Fra questi troviamo l'Uomo Libero (col quale Stefano Vaj collabora dal 1980), Italia Sociale ("il quindicinale del socialismo nazionale"...) sul quale i sovrumanisti Francesco Boco e Adriano Scianca hanno pubblicato molti loro articoli (fra i quali quello contenente il famoso elogio delle Waffen SS di Boco e una recensione di Biopolitica, di Stefano Vaj, dello stesso). Guardacaso, in questa "tela nera" ritroviamo tutti gli autori sovrumanisti i cui scritti sono regolarmente ospitati su Divenire, la rivista della AIT.

Se avete già letto All'armi siam transumanisti, molto di ciò non vi giungerà nuovo, ma è interessante notare come Estropico (politicamente trasversale ma difficilmente descrivibile come "comunista") e Rinascita (organo del Partito dei Comunisti d’Italia) siano giunti a conclusioni praticamente identiche su questa atipica sottocultura neofascista. Soprattutto tenendo a mente che Vaj, nel difendersi di fronte ai lettori di IEET, sostiene che “l’ossessione paranoide di identificare una presunta ‘piaga rosso-bruna’ di Socialisti-Fascisti” sia una caratteristica della “intolleranza neoconservatrice”. Qualcuno dovrà spiegare a quelli del PdCI che anche loro, come Estropico (secondo Vaj e camerati), sono in realtà nient'altro che neocon...

Uno degli articoli del servizio di Rinascita ("Quando i camerati vogliono cavalcare i movimenti") è dedicato ai falliti tentativi di infiltrazione del movimento studentesco da parte del Blocco Studentesco, l'organizzazione giovanile di Casa Pound di cui Scianca è responsabile per le attività culturali (ma si veda la precisazione sui rapporti fra CasaPound e sovrumanisti ricevuta nei commenti a questo post su Estropico Blog). Dall'articolo: "Avere una piazza finalmente propria, dopo tanti tentativi falliti, poteva sancire la legittimazione nazionale di un movimento marginale che sta cercando in tutti i modi di espandersi". Ma lo slogan "Ne' rossi ne' neri, solo liberi pensieri" non ha tratto in inganno nessuno. E' tristemente ironico che questa tattica si sia invece dimostrata efficace nell'infiltrare il transumanismo italiano, o quantomeno una sua parte.

Un inopportuno accostamento di neofascismo e transumanismo

La nostra preoccupazione principale riguarda la visibilità offerta dalla AIT ai sovrumanisti, una visibilità che rischia di creare confusione fra transumanismo e sovrumanismo. Nel 2008, il filosofo e storico della scienza Paolo Rossi ha pubblicato Speranze, nel quale critica sia coloro che ormai per decenni hanno previsto una fine del mondo sempre dietro l'angolo, sia coloro il cui illimitato ottimismo fa prevedere un prossimo paradiso terrestre. Fra quest'ultimi Rossi include i transumanisti, ai quali dedica una decina di pagine, occupandosi sia degli scritti di autori internazionali, con particolare enfasi su quelli di Nick Bostrom, che di quelli nostrani. Biopolitica, di Stefano Vaj, è sbrigativamente descritto come considerato “neonazista”, per poi passare agli articoli di Adriano Scianca. L'impressione riportata da Rossi è che Scianca speri nell'avvento di una "comunità di destino" (Schicksalsgemeinschaft) di hitleriana memoria. Non solo Rossi dedica più spazio a Scianca che a Bostrom, ma così facendo crea un collegamento tra fascismo e transumanesimo che rischia di essere una palla al piede per anni a venire - il tutto grazie alla sovraesposizione offerta ai sovrumanisti dalla AIT.

Biopolitica

Nella sua introduzione all'articolo di Vaj per IEET, James Hughes ha descritto il libro di Vaj (Biopolitica) come "bioliberale", ma in seguito (sulla lista di discussione di Humanity+) ha precisato di non averlo letto e che il suo giudizio si basa su rassicurazioni ricevute da altri (possiamo solo speculare che si tratti di militanti AIT non-sovrumanisti). Nonostante questa onesta chiarificazione, e pur comprendendo appieno il desiderio di Hughes di proteggere la reputazione del transumanesimo, il suo commento si presta ad essere sfruttato come "prova" dello sdoganamento sovrumanista da parte del transumanesimo internazionale, così ulteriormente facilitandone il progetto di infiltrazione.

Biopolitica è un capolavoro del "dire senza dire", per cui non ne presenteremo qui di seguito una serie di estratti. Invece di accettare la nostra opinione, invitiamo alla lettura di Biopolitica, in modo di evitare la tipica tattica vajana di tentare di deflettere le nostre accuse affermando di essere stato citato fuori contesto. Siamo convinti che se lo farete capirete come mai un testo talmente "bioliberal" possa essere consigliato sul forum neonazista Stormfront come uno dei "Libri essenziali per una sana educazione razziale" e come possa essere finito sulla lista di letture consigliate dal Movimento Sociale Fiamma Tricolore.

Concludiamo chiarendo che Stefano Vaj è solo la cima dell'iceberg sovrumanista e che solo un'interpretazione sistematica di questo mini-movimento, di cui speriamo di aver presentato un abbozzo in questo articolo, può spiegarne il retroterra ideologico, gli obiettivi e il tipo di futuro postumano da esso sperato.


Vedi anche:
Tecnofascismo? No grazie

Aggiornamenti (su Estropico Blog)

 

Tecnofascismo? No grazie.

  • Una serie di articoli su sovrumanismo e dintorni e sui motivi che hanno spinto Estropico ad andarsene dalla Associazione Italiana Transumanisti.
  • Aggiornamenti (su Estropico Blog)

Varie