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Motori di creazione. Postfazioni (1985, 1990, 1996)
Tecnoscienza - Nanotecnologie

Postfazione, 1985    

Nel campo che ho descritto il passo degli eventi è molto rapido. Nell'ambito dell'ultimo mese o giù di li, un certo numero di sviluppi si sono verificati o sono giunti alla mia attenzione:  

Svariati gruppi stanno attualmente lavorando alla progettazione di proteine(1), e il Centro per le Ricerche Avanzate nelle Biotecnologie, di recente costituzione, progetta di supportare questo sforzo. Un gruppo del Dipartimento Nazionale degli Standard ha combinato due tecniche di simulazione molecolare in un modo che è d'importanza cruciale per la progettazione di assemblatori. Altri progressi si sono compiuti anche nell'impiego di computer per progettare la sintesi chimica(2).  

La marcia verso l'elettronica molecolare continua. Forrest Carter ed il suo gruppo al Laboratorio di Ricerca della Marina Statunitense(3) ha in corso dei lavori sperimentali , e su The Economist è stato riportato(4) che "il governo giapponese ha recentemente aiutato a stanziare un fondo di 30 milioni di dollari finalizzato alle ricerche nel campo dell'elettronica molecolare".  

Altri progressi possono aiutarci a gestire più intelligentemente il furioso incedere della rivoluzione degli assemblatori. Al Dartmouth College, Arthur Kantrowitz ha completato due procedure sperimentali(5) per la costituzione di forum dei fatti che esaminino le tecnologie del sistema difensivo recentemente proposto e basato su missili balistici. Nel frattempo, alla Brown University(6), l'Istituto per le Ricerche sull'Informazione e la Scolarizzazione sta sviluppando, per gli studenti, un computer workstation con capacità ipertestuali: un prototipo di un sistema inteso per un impiego nelle università di tutto il mondo.  

I progressi nella tecnologia andranno avanti, cosi come i progressi riguardo i modi per guidare il progresso tecnologico stesso. Con un poco di fortuna e molti sforzi, potremo operare per fare le scelte giuste in tempo.  

Note  


Postfazione, 1990    

Che cosa correggerei in Motori di Creazione, oggi, dopo qualche anno di discussioni, critiche e progressi tecnologici? La prima dozzina di pagine riporterebbe i progressi più recenti della tecnologia, ma la conclusione rimarrebbe la stessa: ci stiamo muovendo verso gli assemblatori, verso un'era di manifattura molecolare ottenuta attraverso l'inespensivo controllo della struttura della materia. Non ci sarebbero modifiche sulla tesi centrale del libro. 

Per riassumere qualche indicatore del progresso tecnologico: Motori di Creazione specula sul "quando" conquisteremo la meta intermedia fondamentale della progettazione da zero di molecole proteiche, ma ciò è stato effettivamente compiuto nel 1988 da William F. DeGrado del Du Pont e dai suoi colleghi(1). Nel 1987, un premio Nobel è stato assegnato(2) in condivisione a Donald J. Cram dell' UCLA, Jean-Marie Lehn della Université Luois Pasteur e Charles Pedersen del Du Pont per lo sviluppo di sintesi molecolare con proprietà di tipo proteico. All'IBM, il gruppo di John Foster ha osservato e modificato singole molecole(3) utilizzando la tecnologia del Microscopio a Scansione ad Effetto Tunnel (STM: scanning tunneling microscope); questo microscopio (o il correlato microscopio a forze atomiche) potrebbe fornire nell'arco di pochi anni un meccanismo posizionale per un rozzo proto-assemblatore. Gli strumenti basati sui computer per la progettazione e la modellizzazione delle molecole(4) migliorano rapidamente. In breve, i progressi verso la nanotecnologia sotto forma di sistemi di ingegnerizzazione molecolare stanno incalzando molto più rapidamente di quel che Motori di Creazione suggerisce.  

L'idea della nanotecnologia si è profondamente ed estesamente diffusa, sia grazie allo stesso Motori di Creazione (anche per merito delle sue edizioni del 1990 per il Giappone e la Gran Bretagna) che grazie ad altre pubblicazioni. Un recente sommario è apparso nel Britannica yearbook(5) del 1990: "Science and the Future". Personalmente sono stato invitato a conferire nella maggior parte delle migliori università tecniche ed in molti dei migliori laboratori di ricerca delle aziende statunitensi. Quando ho tenuto il primo corso universitario di nanotecnologia, alla Stanford University, la stanza ed il corridoio erano pieni zeppi di gente fin dal primo giorno, e gli studenti ultimi arrivati assistevano aggrappati al di la di una finestra. L'interesse diventa forte e crescente.  

Quale è stata la reazione della comunità tecnica, ossia di quelli meglio predisposti ad individuare e segnalare idee erronee? Per quello che ho appurato (ad esempio quando mi trovavo di fronte alle domande sollevate da un auditorio di tecnici) le tesi centrali di questo libro appare solida; esse hanno ben retto le critiche. Il che non vuol dire che tutti le abbiamo accettate, ma semplicemente che per ognuna delle ragioni suggerite per rigettarle è stata evidenziata la fallacità. (Le mie scuse ai critici occulti con critiche sostanziali da avanzare: per favore, alzatevi e parlate!). Una molteplicità di articoli tecnici(6) (sui nanocomputer meccanici, sugli ingranaggi ed i cuscinetti meccanici molecolari, ecc…) sono ora disponibili, ed un libro tecnico è attualmente in preparazione (NdT: Nanosystems - di Eric Drexler, oramai già edito da diversi anni). Dopo una serie di convegni locali, il Foresight Institute ha sponsorizzato nell'Ottobre 1989 la prima importante conferenza sulla nanotecnologia (un suo resoconto è nel numero del 4 Novembre di Science News); un volume con gli atti del congresso è attualmente in preparazione.  

Alla conferenza è divenuto chiaro che il Giappone, già da svariati anni, sta trattando l'ingegneria di sistemi molecolari come una delle basi della tecnologia del ventunesimo secolo. Se il resto del mondo desidera assistere a degli sviluppi cooperativi della nanotecnologia, sarebbe meglio svegliarsi e cominciare a fare la propria parte.  

Certi scenari e certe proposte nell'ultimo terzo di Motori di Creazione potrebbero prestarsi ad essere riformulati in veste più attuale, ma c'è quantomeno un problema che è stato presentato in modo equivoco. Nel capitolo 11 si parla della necessità di evitare fughe incontrollate ed accidentali di assemblatori autoreplicanti; oggi, io enfatizzerei maggiormente che esiste ben poco interesse a costruire un replicatore anche solo vagamente somigliante ad uno di un tipo capace di sopravvivere autonomamente in natura. Consideriamo le automobili: per funzionare richiedono benzina, lubrificante, liquido refrigerante, e così via. Nessun semplice incidente può mettere in grado un'automobile di pascolare selvaggia e rifornirsi di nuovo carburante a partire dalla linfa degli alberi; questo richiederebbe ingegneri geniali ed un duro lavoro. Sarebbe invece piuttosto probabile, per dei replicatori molto semplici progettati per lavorare in cisterne isolate piene di fluidi densi di assemblatori, fabbricare prodotti incapaci di autoreplicazione e finalizzati all'utilizzo esterno. Sarebbe molto improbabile che dei replicatori costruiti in conformità con semplici modalità di regolazione potrebbero essere una qualsiasi cosa in grado di sfuggire selvaggiamente al controllo e circolare liberamente. Il problema, che è davvero enorme, non è quello di un incidente ma quello degli abusi.  

Alcuni hanno erroneamente dedotto che il mio scopo sia quello di promuovere la nanotecnologia; invece il mio scopo è quello di promuovere e comprendere la nanotecnologia e le sue conseguenze, il che è del tutto un altro campo di interesse. Nonostante ciò, sono attualmente convinto che più presto cominceremo un serio sforzo di sviluppo, più tempo avremo a disposizione per un serio dibattito pubblico. Perché? Perché i dibattiti seri cominciano solo quando si avviano degli sforzi seri, e più presto cominceremo, più labile e controllabile sarà la tecnologia di base. Una partenza prematura significherà quindi un progresso più lento e perciò più tempo per valutare le conseguenze.  

Se desiderate mantenervi informati sugli sviluppi in queste aree, e sugli sforzi di comprenderle ed influenzarle, vi preghiamo di contattarci presso:  

The Foresight Institute: http://www.foresight.org  

Note  


Postfazione, 1996    

Motori di Creazione tenta di prevedere il mondo verso cui la tecnologia ci sta conducendo, e negli anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione, la tecnologia si è portata molto più avanti in direzione di quel mondo.  

Il primo capitolo illustra come l'ingegneria delle proteine, tramite la produzione di macchine molecolari come quelle prodotte dalle cellule, potrebbe indicare un percorso verso sistemi molto più avanzati, e si mantiene cauto riguardo il tempo richiesto per risolvere i principali problemi di base. Due anni dopo la pubblicazione, William DeGrado presso il DuPont ha riportato il primo solido successo nella progettazione ex-novo di proteine. Esiste oramai sia un giornale scientifico intitolato Protein Engineering, che un flusso crescente di risultati raggiunti. E c'è in più che alcuni percorsi aggiuntivi verso lo stesso scopo, basati su diversi metodi e molecole, sono ormai emersi. Il premio Nobel per la Chimica del 1988 è stato assegnato a Cram, Pedersen, e Lehn per il loro lavoro riguardante la costruzione di grandi strutture molecolari a partire da parti autoassemblanti. Il premio Feynman per la Nanotecnologia del 1995 è stato assegnato a Nadrian Seeman della New York University per la progettazione e la sintesi di strutture composte da filamenti di DNA congiunti a formare una impalcatura cubica. I chimici hanno cominciato a parlare di fare "nanochimica". Negli ultimi anni, l'autoassemblaggio molecolare è emerso come un campo di ricerca pienamente legittimo.  

Nelle sue sezioni dedicate alle note, Motori di Creazione menziona la possibilità che alcuni sistemi meccanici - microscopi sonda in grado di modellare punte su superfici con precisione atomica - potrebbero essere impiegati per posizionare utensili molecolari. Poiché quindi, Donald Eigler presso l' IBM ha dimostrato in modo vivido e memorabile la capacità di spostare atomi, ossia scrivendo "IBM" su una superficie a mezzo della deposizione di 35 atomi di Xeno precisamente disposti. Anche la manipolazione di atomi è oramai decollata come campo di ricerca a se stante.  

Forse l'indicatore più esplicito è quello linguistico. Quando venne pubblicato Motori di Creazione, la parola "nanotecnologia" era quasi sconosciuta. Da allora essa è diventata una parola-tormentone nella scienza, nell'ingegneria, nella futurologia e nella fiction narrativa. Sia nelle nostre capacità in laboratorio che nelle nostre aspettative, ci siamo oramai già incamminati lungo la strada che ci porta ad essa.  

Di questi tempi c'è persino la speranza che potremmo imparare a maneggiare meglio le nostre tecnologie. Il capitolo 14, "La Rete della Conoscenza" descrive come un media di pubblicazione ipertestuale possa accelerare l'evoluzione della conoscenza, e forse l'evoluzione della saggezza. Il World Wide Web è un passo importante in questa direzione, e gli sviluppatori di software stanno lavorando per completarlo delle restanti capacità necessarie perché il web vada anche oltre la semplice pubblicazione, per farsi anche veicolo di discussione, critica, delibera e costruzione di consenso.  

Per maggiori informazioni:  

Foresight Institute
1455 Adams Drive, Suite 2160
Menlo Park, CA 94025 USA
Voice: 650.289.0860
Fax: 650.289.0863
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Il sito (e blog) di Eric Drexler:
E-drexler


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