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Motori di creazione. Capitolo 15: Abbondanza di mondi e tempo
Tecnoscienza - Nanotecnologie

La difficoltà risiede, non tanto nelle nuove idee, quanto nello sfuggire a quelle vecchie che, per quelli che sono stati educati nel modo in cui la maggior parte di noi lo è stata, si ramificano in ogni angolo delle nostre menti.  
- John Maynard Keynes
  

Ho descritto come i progressi della chimica e della biotecnologia condurranno verso gli assemblatori, che a loro volta ci porteranno ai nanocomputer, ai replicatori, ed alle macchine ripara-cellule. Ho descritto come i progressi del software ci condurranno verso l'ingegneria automatizzata e verso l'intelligenza artificiale. Assieme, questi progressi renderanno possibile un futuro ricco di possibilità, una delle quali è la nostra stessa distruzione. Tuttavia, se utilizzeremo i forum dei fatti e gli ipertesti per rafforzare la nostra preveggenza, potremo evitare l'annichilazione, per muoverci oltre …ma verso dove?  

Verso una trasformazione d'estensione mondiale che può, se risulterà in un successo, portare abbondanza e longevità a tutti quelli che le desiderano (1). E questa è una prospettiva che, come è piuttosto naturale, scatena sogni di utopia.  

Un problema classico dell'utopia, come tutti ben sanno, è che dovrebbe essere statica, noiosa e terribile; infatti, altrimenti non sarebbe affatto un'utopia. Ciò nonostante, i sogni degli utopisti hanno cambiato ed ancora cambiato la storia, moltissime volte, in meglio o in peggio. Sogni pericolosi hanno condotto la gente ad uccidere in nome dell'amore, e schiavizzare in nome della fratellanza. Fin troppo spesso i sogni sono stati impossibili da realizzare, ed il tentativo di inseguirli è stato disastroso.  

Abbiamo bisogno di sogni più utili per guidare le nostre azioni. Un sogno utile deve mostrarci una meta possibile e desiderabile, ed i passi intrapresi verso quella meta devono produrre risultati positivi. Per aiutarci a cooperare nella conduzione della corsa tecnologica, abbiamo bisogno di mete che facciano presa su gente con sogni differenti; ma quali mete ci occorrono? Pare che ci debba essere spazio per la diversità. Analogamente, quali dei sogni oggi scelti, così vicino all'alba dell'intelligenza, potrebbero dimostrarsi preoccupanti per il nostro futuro potenziale? Pare che ci debba essere spazio per il progresso.  

Solo un certo tipo di futuro sembra risultare sufficientemente di largo respiro da possedere un'attrattiva generalizzata: un futuro aperto, di libertà, diversità e pace, che abbia spazio per l'inseguimento di molti sogni differenti; un futuro aperto, e desiderabile in egual misura da persone molto diverse fra loro; I piani grandiosi, come quello di stabilire un ordine mondiale uniforme, sembrano invece più pericolosi. L'imperativo "un mondo o nessun mondo", significherebbe l'imposizione di un singolo sistema sociale su un mondo di ostili potenze nucleari, il che pare una giusta ricetta verso il disastro. "Molti mondi o nessuno" sembrerebbe essere la nostra scelta reale, se potremo sviluppare scudi attivi per assicurare la pace.  

Potremmo essere capaci di realizzare tutto questo. Utilizzando dei sistemi di ingegneria automatizzata come quelli descritti nel capitolo 5, saremo in grado di esplorare i limiti del possibile a ritmi milioni di volte superiori rispetto a quelli umani. Saremo quindi in grado di delineare i limiti ultimi della corsa tecnologica, inclusa la corsa agli armamenti. Assieme all'impiego di scudi attivi basati su tale conoscenza, sembra quindi che potremo assicurare una pace stabile e duratura (2).  

La tecnologia avanzata non ha bisogno di modellare il mondo pressandolo contro un unico stampo. Molta gente un tempo aveva timore che macchine e organizzazioni sempre più grandi potessero dominare il nostro futuro, stritolando la diversità e i desideri umani. Di fatto, le macchine possono svilupparsi nella direzione di un accrescimento sempre maggiore, ed alcune lo fanno. Le organizzazioni possono svilupparsi verso un accrescimento sempre maggiore, ed alcune lo fanno. Ma macchine sgradevoli e sferraglianti, e burocrazie immense cominciano già ad avere l'aspetto di abiti fuori moda, a confronto dei microcircuiti, delle biotecnologie e delle organizzazioni fluide.  

Oggi possiamo vedere le linee generali del quadro delineato sulla scala umana da una più alta tecnologia, quelle di un mondo in cui le macchine non sferragliano e gli impianti chimici non puzzano e i sistemi di produzione non usano la gente come fossero semplici ingranaggi meccanici. La nanotecnologia ci mostra che i progressi possono condurre verso un differente stile di tecnologia. Assemblatori ed intelligenza artificiale ci permetteranno di creare prodotti complessi senza organizzazioni complesse. Gli scudi attivi ci permetteranno di assicurare la pace senza un massiccio complesso militare-industriale. Queste tecnologie allargheranno le nostre scelte, liberandoci dai nostri vincoli e creando disponibilità di spazio per una più grande diversità ed indipendenza. Instaurare un'era di abbondanza richiederà soltanto che, un giorno, le vaste e non rivendicate risorse dello spazio siano divise in modo da distribuirne ad ognuno una significativa porzione.  

Nelle poche restanti sezioni, darò uno sguardo su alcune possibilità estreme che le nuove risorse e i nuovi motori della creazione apriranno per noi; estremi che spaziano dalla fantascienza ai modi di vita dell'età della pietra. Considerate gli estremi presentati nel seguito come degli intensi colori primari, da mescolare sulla vostra tavolozza per dipingere il futuro che più vi piace.  

Nanotecnologia e vita quotidiana    

Una tecnologia avanzata potrebbe mettere fine alla vita oppure estenderla, ma potrebbe anche trasformare la sua qualità. I prodotti basati sulla nanotecnologia pervaderanno le vite quotidiane della gente che sceglierà di utilizzarli. Alcune conseguenze saranno triviali; altre potrebbero essere profonde.  

Alcuni prodotti produrranno effetti in termini di semplificazione dell'ordinaria manutenzione casalinga (altrettanto sostanziali degli effetti di riduzione delle cause di litigio domestico). Non dovrebbe rappresentare un indice di grande ingegnosità, per esempio, pensare di realizzare ogni prodotto casalingo, dai piatti ai tappeti, in maniera che risulti essere auto-pulente, mantenendo così permanentemente sana l'aria della casa. Per delle nanomacchine progettate a questo scopo, lo sporco potrebbe essere cibo.  

Altri sistemi basati sulla nanotecnologia, potrebbero produrre del cibo fresco: carne genuina, grano, vegetali, ecc…, prodotti direttamente in casa e lungo tutto l'anno. Questi cibi derivano dallo sviluppo di cellule secondo certi schemi, sviluppo che costruisce così piante e animali; le cellule potrebbero quindi essere obbligate a svilupparsi secondo gli stessi schemi anche in altri luoghi. Gli sviluppatori domestici di cibo consentiranno alla gente di sostenere delle diete ordinarie senza uccidere nessuno. Il movimento per i diritti degli animali (il precursore di un movimento per la protezione di tutte le entità coscienti e senzienti?) approverà entusiasticamente.  

La nanotecnologia renderà possibile schermi ad alta risoluzione capaci di proiettare immagini differenti su ogni occhio; il risultato sarà una televisione tridimensionale così reale che lo schermo sembrerà come una finestra su un altro mondo. Schermi di questo tipo potrebbero corredare l'elmetto di una tuta spaziale simile a quella descritta nel capitolo 6. La tuta stessa, piuttosto che esser programmata per applicare alla pelle forze e trame di pressione definite dall'esterno, potrebbe invece applicare forze e trame di pressione definite da un complesso programma interattivo. La combinazione di una tuta e di un elmetto di questo tipo, potrebbe simulare la maggior parte delle visioni e delle sensazioni di un intero ambiente, sia esso un ambiente reale o immaginario. La nanotecnologia renderà possibile delle vivide forme d'arte e la creazione di mondi fantastici estremamente più avvincenti di qualsiasi libro, gioco o film.  

Le tecnologie avanzate renderanno possibile un intero nuovo mondo di prodotti al cui confronto ciò che oggi è considerato conveniente sembrerà sconveniente e pericoloso. Perché gli oggetti non dovrebbero essere leggeri, flessibili, duraturi e cooperativi? Perché le pareti non dovrebbero apparirci in qualunque aspetto desiderato, e non dovrebbero poter trasmettere solo i suoni che desideriamo udire? Perché dovremmo costruire edifici e veicoli che stritolano o arrostiscono i propri occupanti? Per quelli che lo desidereranno, l'ambiente della vita quotidiana potrà assomigliare a quello delle più sfrenate fra le descrizioni che è possibile trovare nella fantascienza.  

Altri sogni fantascientifici    

Verso molti degli estremi del possibile ci sono i sogni della fantascienza, per coloro che desiderano viverli. Essi spaziano dalle case che cooperano con noi per il nostro comfort alle prospettive del duro lavoro su pianeti distanti. Gli autori di fantascienza hanno immaginato moltissime cose, alcune possibili ed altre in evidente contraddizione con le leggi naturali conosciute. Alcuni hanno sognato del volo spaziale, ed il volo spaziale è giunto. Alcuni hanno sognato di robot, ed i robot sono arrivati. Alcuni hanno sognato del volo spaziale economico e di robot intelligenti, ed anche questi sogni sono prossimi a realizzarsi. Ma esistono ancora altri sogni che paiono possibili.  

Gli autori hanno scritto della condivisione diretta di pensieri ed emozioni da una mente all'altra. La nanotecnologia sembra probabilmente in grado di rendere possibile una qualche forma di questo sogno, grazie alla connessione di strutture neurali per mezzo di trasduttori e segnali elettromagnetici. Sebbene limitata dalla velocità della luce, questa sorta di telepatia sembra altrettanto possibile di quanto lo è la telefonia.  

Astronavi, colonie spaziali e macchine intelligenti diverranno tutte cose possibili. Ma sono tutte cose che risiedono all'esterno della nostra pelle, mentre gli scrittori hanno anche narrato di trasformazioni interne alla nostra pelle, che diverranno altrettanto possibili. Conquistare completamente la salute nel corpo e nella mente è una delle forme di tali possibilità, e tuttavia alcune persone vorranno di più. Esse saranno alla ricerca di cambiamenti ad un livello più profondo che non la semplice conquista di salute ed abbondanza. Alcuni cercheranno appagamento nel mondo dello spirito; sebbene questa ricerca risieda oltre la portata della tecnologia puramente materiale, nuove possibilità fisiche forniranno punti di partenza, nonché tempo a sufficienza per tentare. La tecnologia alla base dei sistemi di riparazione cellulare permetterà alla gente di trasformare i propri corpi in modi che vanno dal triviale al sorprendente, ed infine al bizzarro. Tali trasformazioni avranno ben pochi limiti ovvi. Alcune persone potrebbero spogliarsi della forma umana al pari di un bruco che si trasformi per spiccare il volo; altre potrebbero portare il modello umano verso un nuovo nirvana di perfezione. Altre persone ancora, infine, semplicemente si cureranno le loro verruche, ignoreranno le nuove farfalle e se ne andranno a pesca.  

Gli scrittori hanno sognato di viaggi nel tempo verso il passato , ma a tal riguardo la natura non sembra cooperare (3). Tuttavia la biostasi apre la porta del viaggio temporale verso il futuro, poiché può far si che gli anni trascorrano nell'arco di un battito di ciglia. La stanchezza potrebbe spingere alla ricerca di un futuro molto più distante, forse nell'attesa di una lenta maturazione nel campo delle arti oppure in altri campi sociali, o nell'attesa della creazione di interi mondi su tutta la galassia. Se le cose andranno davvero così, si potrebbe passare da un'epoca all'altra alla ricerca di un futuro che ci sembri adatto.  

Strani futuri restano aperti, associati a mondi oltre la nostra immaginazione.  

Semplicità Avanzata    

E. F. Schumacher, autore di Small Is Beautiful, ha scritto: "Non ho dubbi che sia possibile dare una nuova direzione allo sviluppo tecnologico, una direzione che lo riporti indietro verso i reali bisogni dell'uomo, il che significa anche: verso la vera scala dimensionale umana. L'uomo è piccolo, e di conseguenza piccolo è bello". Schumacher non stava scrivendo a proposito di nanotecnologia, ma davvero una tecnologia avanzata fatta su misura per la scala umana, potrebbe contribuire ad una vita più semplice?  

In tempi preistorici, la gente utilizzava due tipi di materiali: i prodotti dei processi naturali di mole (pietra, acqua, aria ed argilla) ed i prodotti del macchinario molecolare naturale (ossa, legno, pelle e lana). Oggi noi utilizziamo questi stessi materiali assieme a dei complessi processi di mole, per fabbricare i prodotti della nostra civiltà industriale globale. Se in passato il nostro sistema tecnologico é cresciuto al di là della portata della scala umana, sono in massima parte da commiserare solo la nostra tecnologia di mole e la stupidità delle nostre macchine: per realizzare sistemi complessi dobbiamo renderli più grandi. Per renderli capaci, dobbiamo riempirli di gente. Il sistema risultante si è ormai allargato su tutti i continenti, intrappolando la gente in una ragnatela globale. Esso ci ha offerto una via di fuga dalla dura fatica di dover condurre fattorie per assicurarci la nostra sussistenza, ed ha prolungato le nostre vite portandoci benessere, ma lo ha fatto ad un costo che qualcuno considera troppo alto.  

La nanotecnologia ci apre ora nuove possibilità. I sistemi autoreplicanti saranno capaci di produrre il cibo, aver cura della nostra salute, fornirci asilo e soddisfare altre nostre necessità. Essi compiranno tutto ciò senza burocrazie o grosse industrie. Comunità piccole ed autosufficienti potranno raccoglierne tutti i benefici.  

Una misura sperimentale della libertà che una tecnologia offre, è il grado di libertà che lascia alla gente di scegliere se ritornare a modi di vita più primitivi. La tecnologia moderna ha fallito da questo punto di vista; la tecnologia molecolare invece riuscirà in tutto ciò. Per misurare il grado di libertà offerto dalla nanotecnologia, immaginiamo di ritornare allo stile di vita dell'età della pietra, ma non semplicemente ignorando la tecnologia molecolare, quanto piuttosto mentre continuiamo comunque ad utilizzarla.  

Gli abitanti dell'età della pietra, mancando di una istruzione come quella moderna, non avrebbero potuto comprendere il macchinario molecolare, ma questo poco importa. Fin dai tempi antichi, gli abitanti di queste epoche hanno utilizzato il macchinario molecolare di lieviti, semi, e capre, pur senza comprenderli a livello molecolare. Se cose così complesse ed indisciplinate come lo sono le capre, sono adatte a stili di vita primitivi, allora ci sono sicuramente anche altre forme di macchinario molecolare che sono altrettanto qualificate per questo scopo. Le cose viventi mostrano che il macchinario interno ad un sistema auto-replicante può anche non esserci noto, persino più di quanto si possa ignorare quello che c'è all'interno di una automobile. Per cui, un gruppo di persone può tranquillamente coltivare "piante" ed allevare "animali" per facilitare la severa durezza dell'esistenza, e continuare a condurre uno stile di vita fondamentalmente identico a quello dell'età della pietra. Queste persone potrebbero anche auto-limitarsi a piante ed animali ordinari, modificati solo tramite la semplice ingegneria di millenni di selezionamenti artificiali delle specie coltivate o allevate.  

Con possibilità così ampie, alcune persone potrebbero persino scegliere di vivere come facciamo oggi: con i rumori del traffico, e gli stessi cattivi odori e pericoli di oggi; con i denti cariati e gli stridenti trapani del dentista; con le giunture dolenti e le rughe della pelle; con le loro gioie disturbate ed intralciate da paure, da fatiche e dall'approssimarsi della morte. Ma a meno di una totale amnesia che faccia loro dimenticare l'esistenza di possibilità migliori, quante persone desidererebbero davvero rassegnarsi a vite come queste? Forse pochissime. 

Possiamo immaginare di condurre una vita ordinaria in una colonia spaziale? Un insediamento spaziale dovrebbe essere grande, complesso e localizzato nello spazio: ma anche la Terra è grande, complessa e localizzata nello spazio. I mondi nello spazio possono essere altrettanto auto-sostenuti rispetto alla Terra, e grandi quanto interi continenti, inondati dalla luce del sole, saturi d'aria e contenuti in un bio-cilindro se non addirittura in una biosfera.  

I mondi nello spazio non necessariamente dovranno essere dei prodotti della diretta progettazione umana. Soggiacente a molta della bellezza della natura, c'è un certo tipo di disordinato ordine. Le venature di una foglia, i rami di un albero, le ramificazioni di un bacino fluviale, contengono tutte una libertà di forme incanalata nell'ambito di schemi che assomigliano a ciò che i matematici chiamano "frattàli" (4). I paesaggi dello spazio non dovranno necessariamente essere modellati come campi da golf o periferie residenziali. Alcuni potranno essere modellati con l'ausilio di computer programmati per riflettere una profonda conoscenza dei processi naturali, e per combinare tale conoscenza in realizzazioni guidate da scopi umani, svolgendo tutto ciò con una naturalezza che nessuna mente o mano umana può direttamente produrre. Montagne e valli selvagge verranno rispecchiate nella modellazione di forme di rocce e terre di sogno scolpite nelle acque elettroniche di una sognante era virtuale. I mondi nello spazio saranno veri mondi.  

Spazio a sufficienza per i sogni

Questa quindi è la dimensione che il futuro promette. Sebbene continueranno ad esistere limiti allo sviluppo, saremo in grado di raccogliere la potenza energetica del sole in misura un milione di miliardi di volte maggiore di tutta la potenza attualmente impiegata dall'uomo. Dalle risorse del nostro sistema solare saremo in grado di creare aree di territorio un milione di volte più estese di quelle terrestri. Con gli assemblatori, con l'ingegneria automatizzata e con le risorse dello spazio, potremo rapidamente conquistare un benessere in quantità e qualità ben superiore a quella immaginata nei sogni del passato. Resteranno dei limiti ultimi all'estensione della vita umana, ma la tecnologia per la riparazione cellulare metterà a disposizione di tutti una salute perfetta e una longevità indefinita. Questi progressi ci porteranno nuovi motori di distruzione, ma renderanno anche possibili scudi attivi e sistemi di controllo degli armamenti capaci di stabilizzare la pace.  

In breve, abbiamo una possibilità per un futuro con spazio a sufficienza per molti mondi e molte scelte, e con tempo sufficiente per poter esplorare entrambe. Una tecnologia ben addomesticata può far recedere i nostri limiti, consentendo che le forme della tecnologia modellino molto meno le forme dell'umanità stessa. In un futuro aperto di abbondanza, spazio e diversità, i gruppi di persone saranno liberi di costituire qualsiasi forma di società essi desiderino, liberi di fallire o di diventare un fulgido esempio per il mondo. A meno che il vostro sogno non sia quello di dominare chiunque altro, ci sono possibilità che altre persone desiderino condividerlo. E se sarà così, allora voi e questi altri potreste scegliere di unirvi per dar forma ad un mondo nuovo. Se una promettente partenza dovesse poi rivelarsi fallimentare, se essa risolvesse troppi problemi oppure troppo pochi, avreste il modo di riprovarci ancora. I nostri problemi attuali non sono quelli di saper costruire o progettare utopie, ma di cercare una possibilità per provare a realizzarle.  

Preparativi    

Potremmo anche fallire. Gli assemblatori-replicatori e l'IA potrebbero condurci a problemi dalla complessità senza precedenti, e minacciare di arrivare con una repentinità senza precedenti. Non possiamo attendere che si verifichi un errore fatale, per decidere solo in seguito cosa fare in proposito; dobbiamo impiegare queste nuove tecnologie per costruire scudi attivi prima che i sintomi minacciosi compaiano.  

Fortunatamente per le nostre possibilità, i passi avanti tecnologici imminenti diverranno costantemente sempre più ovvi. Essi probabilmente cattureranno l'attenzione pubblica, garantendo almeno un certo grado di preveggenza. Ma più presto cominceremo a stendere dei piani, migliori saranno le nostre probabilità. Il mondo diverrà presto un luogo ospitale per i memi che si propongono di descrivere delle politiche assennate per gestire i passi avanti tecnologici degli assemblatori e della IA. E a quel punto, tali memi si diffonderanno e rafforzeranno, indipendentemente al fatto che lo meritino o meno. Le nostre probabilità saranno migliori se, quando verrà il momento, sarà stato elaborato un sensato corredo di idee, e se esso avrà cominciato a diffondersi - opinione e politica pubbliche avranno maggiore probabilità di scattare in direzioni assennate quando la crisi si avvicinerà. La situazione rende importante già da ora una attenta discussione e una adeguata educazione pubblica. Guidare la tecnologia richiederà anche delle nuove istituzioni, e le istituzioni non si evolvono nell'arco di una notte. Questo rende importante già da ora lavorare sugli ipertesti e sui forum dei fatti. Se saranno già pronti all'uso, essi cresceranno in popolarità all'approssimarsi della crisi.  

A dispetto della enorme attrattiva esercitata da un futuro di apertura, alcune persone si opporranno ad esso. Gli affamati di potere, gli idealisti intolleranti, ed una manciata di persone assolutiste nel loro odio verso l'umanità intera, giudicheranno ripugnante la prospettiva della libertà e della diversità. Ma il punto fondamentale è: queste persone influenzeranno la politica pubblica in modo sostanziale? Inevitabilmente, i governi sovvenzioneranno, ritarderanno, classificheranno, gestiranno, abbozzeranno o guideranno i rivoluzionari progressi tecnologici. Le democrazie cooperative potrebbero commettere errori fatali, ma se li commetteranno è probabile che ciò accadrà più come risultato della pubblica confusione nel giudicare quali siano le politiche che provocano determinate conseguenze.  

Ci sarà una più genuina opposizione ad un futuro di apertura, sulla base di valori e obiettivi differenti (e spesso non esplicitamente dichiarati), ma ci saranno disaccordi ancora più grandi su specifiche proposte, sulla base di differenti credenze riguardanti materie di fatto. E nonostante la maggior parte dei disaccordi deriverà da differenze di giudizio, molti altri deriveranno inevitabilmente dalla semplice ignoranza. Persino fatti solidi e ben attestati resteranno, in un primo momento, poco noti. Quel che è peggio, la prospettiva di tecnologie così fondamentali come quelle degli assemblatori, della IA e della macchine di riparazione cellulare, deve inevitabilmente rovesciare, tutte assieme in una volta sola, molte vecchie idee fortemente radicate. Questo causerà conflitti nelle menti della gente (lo so bene, avendone sperimentati alcuni). In alcune menti, i conflitti farebbero scattare il riflesso del "rigetta-il-nuovo" che è finora servito all'umanità come il più basilare dei sistemi immunitari mentali. E questo riflesso farà sì che l'ignoranza sarà molto tenace.  

E c'è ancora di peggio, ossia che la diffusione di mezze-verità sarà causa di danni ulteriori. Perché possano funzionare appropriatamente, alcuni memi devono essere messi in relazione con altri. Se ad esempio l'idea della nanotecnologia fosse libera dall'idea dei suoi pericoli, la nanotecnologia sarebbe un pericolo ancora più grande di quello che già costituisce di per sé stessa. Ma in un mondo già pieno di diffidenza verso la tecnologia, questo rischio sembra improbabile. E tuttavia altri frammenti incompleti di idee si diffonderanno, seminando incomprensione e conflitto.  

L'idea dei forum dei fatti, quando venga considerata senza distinguere fra fatti, valori, e politiche, ha il sapore di qualcosa di tecnocratico. Gli scudi attivi, se proposti senza menzionare gli ipertesti o i forum dei fatti, potrebbero sembrare cose su cui è impossibile fare affidamento. I pericoli e l'inevitabilità della nanotecnologia condurrebbero alla disperazione coloro che ignorassero l'esistenza dell'idea degli scudi attivi. Il pericolo della nanotecnologia, se allo stesso tempo non se ne comprendesse bene la sua inevitabilità, fomenterà futili sforzi locali mirati ad arrestare la sua avanzata globale. Gli scudi attivi, quando non motivati dal loro requisito ultimo di controllare la tecnologia molecolare, sgomenteranno qualcuno per la loro apparente problematicità eccessiva. Quando si parla di "progetti difensivi" senza distinguere fra difesa ed offesa, gli scudi attivi sgomenteranno qualcuno per la loro apparente minacciosità nei confronti della pace.  

Analogamente, l'idea della longevità, se non affiancata all'aspettativa di abbondanza e di nuove frontiere, sembrerà perversa. L'abbondanza, immaginata senza uno sviluppo spaziale, suona pericolosa per l'ambiente. L'idea della biostasi, per coloro che nulla conoscono sulla riparazione cellulare e confondono l'espirazione con la dissoluzione, suona assurda.  

Se non ci fossero le copertine dei libri o i collegamenti ipertestuali a tenerle assieme, le idee tenderebbero a frammentarsi man mano che si diffondono. Abbiamo bisogno di sviluppare e diffondere una comprensione unitaria del futuro, ossia la comprensione di un sistema di pericoli ed opportunità fittamente intrecciate. Questo nostro bisogno richiede lo sforzo di molte menti. L'incentivo allo studio ed alla diffusione delle informazioni necessarie sarà sufficientemente forte: gli argomenti sono infatti affascinanti ed importanti, e molta gente vorrà unirsi ad amici, familiari e colleghi, nelle discussioni e riflessioni su quel che ci attende. Se spingiamo nella giusta direzione - imparando, insegnando, discutendo, cambiando direzione - ed infine ancor spingendo, potremmo ancora guidare la corsa tecnologica verso un futuro con spazio a sufficienza per i nostri sogni.  

Eoni di evoluzione e millenni di storia ci hanno preparato questa sfida, e l'hanno sommessamente presentata alla nostra generazione. I prossimi anni ci porteranno fino al punto di svolta più importante di tutta la storia della vita sulla Terra. Guidare la vita e la civiltà attraverso questa transizione è il compito più grande del nostro tempo.  

Se avremo successo (e se sopravviveremo), potremmo essere onorati dalle domande incessanti dei nostri seccanti pronipoti: "Com'era quando eri ragazzo, prima della rivoluzione tecnologica?" e " Che si prova ad invecchiare?" e "Cosa hai pensato quando hai sentito che stava per arrivare il 'Passo Avanti'?" e "E quindi che hai fatto?". Con le vostre risposte, racconterete un'ennesima volta la storia di come vincemmo il futuro.  


Note e bibliografia
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Tecnofascismo? No grazie.

  • Una serie di articoli su sovrumanismo e dintorni e sui motivi che hanno spinto Estropico ad andarsene dalla Associazione Italiana Transumanisti.
  • Aggiornamenti (su Estropico Blog)

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