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Motori di creazione. Capitolo 14: La rete della conoscenza
Tecnoscienza - Nanotecnologie

I computer [...] sono entrati nelle nostre vite quotidiane e stanno diventando il sistema nervoso centrale della nostra società.  
Tohru Moto-Oka (1)
 

Per prepararsi al passo avanti degli assemblatori avanzati, la società deve imparare ad "imparare" più velocemente. I forum dei fatti ci aiuteranno a farlo, ma le nuove tecnologie potrebbero aiutarci ancora di più. Con esse, saremo in grado di diffondere, raffinare e combinare le nostre informazioni in modo di gran lunga più rapido di quanto sia mai stato fatto prima.  

Il sovraccarico informativo è diventato un ben noto problema: frammenti di conoscenza si accumulano troppo velocemente perché le persone possano mettervi ordine e trarne fuori un senso. Migliaia di riviste tecniche si occupano di migliaia di soggetti diversi. Gli articoli pubblicati ammontano a oltre un milione per anno. I forum dei fatti ci aiutano a far pulizia delle menzogne, alleggerendo il nostro sforzo di dare senso al mondo. Ma qualunque istituzione formale di questo tipo resterebbe comunque sommersa dal travolgente moderno flusso di informazione: i forum dei fatti saranno in grado di trattare solo una frazione dei fatti, sebbene una frazione importante, e inevitabilmente saranno in qualche modo flemmatici. Le istituzioni formali possono intercettare solo una minuscola frazione delle energie intellettuali della nostra società.  

Oggi, i nostri sistemi informativi sono d'ostacolo al nostro progresso. Per farsi un'idea intuitiva del problema, immaginate di dover gestire un frammento di informazione: L'avete scoperta: ma come potreste diffonderla? Qualcun altro l'ha pubblicata: ma come trovarla? L'avete trovata: e dove dovreste archiviarla? Avete individuato un errore in essa: come potreste correggerla? Il vostro archivio cresce: come dovreste organizzarlo?  

Attualmente gestiamo l'informazione in maniera maldestra. I nostri "media" elettronici tradizionali sono vivaci ed intriganti, ma sono malamente adattabili per divenire capaci di gestire dibattiti di lungo termine; come potreste, nel ruolo di spettatore, archiviare, organizzare, o correggere l'informazione contenuta in un documentario televisivo? In breve, come potreste trasformare queste informazioni in una ben integrata porzione di un corpo di conoscenze in evoluzione? Possiamo gestire meglio dei dibattiti complessi usando i "media" cartacei, tuttavia le settimane (o anni) di ritardo imposte da un tipico processo di pubblicazione rallentano il dibattito, il quale procede come camminasse a carponi. Ed anche le pubblicazioni su carta sono difficili da archiviare, organizzare e correggere. Le macchine tipografiche producono fasci di carta inchiostrata; a prezzo di sforzi eroici, i bibliotecari e gli studiosi lavorano per collegare ed organizzare in modo utile tutte questi fasci cartacei. Ma indici, riferimenti e correzioni, semplicemente aggiungono ulteriori pagine ed edizioni, e seguire i collegamenti che essi rappresentano resta tuttora un compito tedioso.  

Libri ed altri fasci di carta funzionano bene, a prezzo di qualche adattamento. Essi contengono molti dei nostri tesori culturali e per ora non abbiamo nessun altro modo migliore di pubblicare la maggior parte di queste cose. Tuttavia, la loro forma attuale lascia aperto molto spazio per il miglioramento.  

I problemi che incontriamo nel diffondere, correggere ed organizzare le informazioni obbligano la nostra conoscenza a rimanere relativamente scarsa, non corretta e disorganizzata. Poiché la conoscenza consolidata è spesso difficile da trovare, altrettanto spesso ne facciamo a meno, col risultato di rimanere apparentemente più ignoranti di quando abbiano necessità d'esserlo. Le nuove tecnologie possono aiutarci?  

Le nuove tecnologie lo hanno già fatto prima d'ora. L'invenzione del torchio di stampa ha portato grandi progressi; I servizi testuali basati sull'informatica ci promettono ancora di più. Comunque, per intuire in che modo la nostra informazione potrebbe essere migliore, potrebbe aiutarci tentare di capire in che modo essa potrebbe risultare peggiore. Consideriamo quindi, una immaginaria situazione caotica, ed una sua immaginaria soluzione.

Il racconto del tempio 

Tanto tempo fa, c'era un popolo con un problema di informazione. Nonostante avessero sostituito le loro ingombranti tavolette d'argilla con la carta, la utilizzavano in modo bizzarro. Nel cuore della loro terra si ergeva una cupola imponente. Sotto la cupola vi era la loro grande Camera degli Scrittori. All'interno di questa camera c'era una grossa collinetta di foglietti di carta, ognuno dalla dimensione della mano di bambino.  

Di tanto in tanto, un erudito viaggiava fino a questo "tempio dello studio" per offrire la sua conoscenza. Un consiglio di scribi avrebbe giudicato il valore della conoscenza offerta. Se questa si fosse dimostrata preziosa, essa sarebbe stata trascritta su un foglietto, il quale sarebbe stato solennemente lanciato sul mucchio.  

Di tanto in tanto, altri industriosi eruditi venivano a cercare conoscenza, frugando nel mucchio alla ricerca del foglietto desiderato. Alcuni di loro, più abili in queste ricerche, avrebbero potuto trovare un particolare foglietto in meno di un mese. Gli scribi accoglievano sempre volentieri i ricercatori, poiché erano così rari.  

Noi moderni possiamo vedere chiaramente il loro problema: in un mucchio disordinato, ogni foglietto aggiunto seppellisce i restanti (come accade su molte odierne scrivanie). Ogni foglietto è separato, non correlato agli altri, ed aggiungere un riferimento ad un altro foglietto sarebbe ben poco utile, visto che cercare un foglietto richiede dei mesi. Se usassimo un tale mucchio per conservare la nostra informazione, i nostri innumerevoli e dettagliati scritti di scienza e tecnologia diventerebbero quasi inutili. Le ricerche richiederebbero anni, o intere vite.  

Noi moderni abbiamo adottato una soluzione semplice: mettiamo in ordine le pagine. Mettiamo una pagina dopo l'altra per comporre un libro, un libro dopo l'altro per riempire uno scaffale, e quindi riempiamo di mensole un edificio per comporre una biblioteca. Mettendo in ordine le pagine possiamo trovarle, e seguire molto più rapidamente i riferimenti. Se gli scribi avessero assunto degli eruditi per disporre i foglietti in pile distinte per soggetto, la ricerca dei foglietti sarebbe divenuta più facile.  

E tuttavia, di fronte a pile distinte di foglietti riguardanti la storia, la geografia e la medicina, dove avrebbero dovuto mettere, questi eruditi, i foglietti riguardanti la geografia storica, o la epidemiologia geografica, o la storia medica? Dove avrebbero dovuto mettere i foglietti riguardanti "La Storia della Diffusione della Grande Peste?".  

Ma nel nostro paese immaginario, gli scribi adottarono un'altra soluzione: si rivolsero ad un mago. Ma prima di farlo, essi rinchiusero gli eruditi nella camera perché cucissero e legassero dei fili di connessione fra un foglietto ed un altro. I fili di un particolare colore legavano un foglietto al successivo in una serie, un altro colore conduceva ad un riferimento, un altro ad una nota critica, e così via. Gli eruditi intessevano una rete di relazioni, rappresentate da una rete di connessioni. Infine il mago (dagli occhi scintillanti e una chioma fluttuante) recitò un incantesimo, e l'intero caos si librò lentamente nell'aria per aleggiare come una nuvola nella cupola. Dopo di ciò, un erudito che impugnasse un foglietto doveva solo afferrare dal suo bordo uno dei fili che vi erano annodati, per tirarsi appresso tutti gli altri foglietti collegati. E i fili, magicamente, non si ingarbugliavano mai.  

Ora gli eruditi potevano collegare i foglietti riguardanti "La Storia della Diffusione della Grande Peste" ai foglietti riguardanti la storia, la geografia e la medicina. Potevano aggiungere tutte le note e tutto il testo che volevano, collegandoli nel modo più vantaggioso. Potevano aggiungere speciali foglietti d'indice, in grado di mettere a portata di mano qualunque cosa fosse in lista. Potevano disporre i collegamenti ovunque desiderassero, tessendo una rete di conoscenza che sapesse far corrispondere le connessioni con il mondo reale.  

Noi, con le nostre inerti pile di carta, potremmo solo invidiarli - se non avessimo i computer.  
  
La carta magica diventa reale

Nel 1945, Vannevar Bush propose un sistema che denominò "memex". Era un dispositivo da scrivania, zeppo di microfilm e meccanismi, e capace di visualizzare le pagine immagazzinate e di consentire all'utente di aggiungervi delle note. Un sistema a microfilm memex non è mai stato costruito, ma il sogno ha continuato a vivere.  

Oggi, i computer ed i loro schermi hanno cominciato a diventare sufficientemente economici perché siano abitualmente utilizzati come strumenti di scrittura e di lettura. Alcuni editori di riviste cartacee sono diventati editori elettronici, producendo riviste, quotidiani e giornali accessibili solo attraverso le reti di computer. E con i programmi giusti, i computer dedicati alla gestione di testi ci permetteranno di collegare questa informazione in modi anche migliori del filo magico.  

Theodor Nelson, l'iniziatore dell'idea, ha denominato ciò che ne risulta con il nome di "Ipertesto": ossia un testo con collegamenti in molte direzioni, e non solo in una sequenza unidimensionale. Lettori, autori ed editori che utilizzano i sistemi ipertestuali di solito non conoscono il funzionamento di computer e schermi, proprio come di solito non conoscevano neanche i meccanismi della fotocomposizione o della stampa litografica del passato. Un sistema ipertestuale funzionerà semplicemente come uno scritto magico; chiunque ci giochi per un po' acquisisce subito familiarità con le sue capacità basilari. Tuttavia, una descrizione della struttura di uno di questi sistemi (2) aiuterà nella spiegazione del funzionamento di un ipertesto.  

Nell'approccio adottato dallo Xanadu hypertext group (presso San Jose in California), il nucleo del sistema, la parte "server", è una rete di computer capace di immagazzinare sia documenti che collegamenti fra i documenti. Un sistema iniziale potrebbe essere rappresentato da una singola macchina desktop; ma alla fine un intera crescente rete di macchine sarebbe capace di servire come una biblioteca elettronica. I documenti memorizzati saranno in grado di rappresentare quasi qualsiasi cosa, sia romanzi che grafici, libri di testo o persino programmi, ed infine anche musica o filmati.  

Gli utenti saranno in grado di collegare qualsiasi parte del documento ad un'altra qualsiasi parte dello stesso documento, o di un qualunque altro documento. Quando un lettore punta ad uno dei capi di un collegamento (sia che esso venga mostrato sullo schermo come una sottolineatura, un asterisco una icona o un filo colorato), il sistema preleva dalla memoria e visualizza il materiale corrispondente all'altro capo del collegamento. Inoltre, esso registra le nuove versioni di un documento molto grande senza immagazzinare copie addizionali; il sistema avrà unicamente la necessità di memorizzare le parti che sono state modificate. Questo permette che l'immagazzinamento sul sistema delle precedenti versioni di un qualsiasi documento pubblicato e modificato causi meno dispendio di memoria. Il sistema farà tutto ciò rapidamente, persino quando la quantità totale di informazione immagazzinata divenga immensa. Una rete di tali macchine potrebbe infine maturare in una biblioteca elettronica mondiale.  

Per immaginare come tutto ciò dovrebbe apparire ad un utente, immaginate uno schermo della dimensione di un libro aperto, riempito da caratteri con una dimensione che consenta una chiara lettura, come quelli che state leggendo ora. Oggi lo schermo potrebbe assomigliare un apparecchio televisivo, ma entro pochi anni il suo aspetto potrebbe essere più simile a quello di un libro, un oggetto dalla dimensione tale da poter essere tenuto in grembo, con un cavo di connessione verso un dispositivo di immagazzinamento e distribuzione di informazione. (Con la nanotecnologia potremmo eliminare il cavo: un oggetto della dimensione di un libro sarà in grado di contenere un sistema ipertestuale comprendente riproduzioni fotografiche di tutte le pagine distinte che esistono al mondo, immagazzinate in una memoria veloce realizzata da un nastro molecolare).  

In questo libro - quello che avete adesso nelle vostre mani - potrei descrivere i libri di Theodor Nelson(3) riguardanti gli ipertesti, le Macchine da Letteratura e le biblioteche computerizzate, ma non potreste vedere i suoi libri su queste pagine. Le pagine in questione sono altrove, restando momentaneamente intrappolate in uno degli scritti del suo autore. Ma se questo fosse un sistema ipertestuale ed io, o qualcun altro, avessimo aggiunto l'ovvio collegamento, voi potreste puntare all'espressione "Macchine da Letteratura" qui presente, ed un momento più tardi vedreste sostituirsi al testo di questa pagina la visualizzazione chiara dell'Indice del libro di Nelson, o di una mia selezione di citazioni tratte dal suo libro. Da lì, potreste entrare nel suo libro e vagare in esso, forse mentre un'altra porzione del vostro sistema di visualizzazione vi mostra ogni nota che io ho collegato al suo testo. Potreste quindi ritornare qui (o verso pagine che forse ora mostrano anche le sue note al mio testo) o muovervi ancora oltre , verso un altro documento collegato al suo. Senza lasciare la vostra sedia, potreste avere una panoramica di tutti i principali scritti sugli ipertesti, spostandovi da un collegamento ad un altro attraverso un qualsiasi numero di documenti.  

Mantenendo traccia dei collegamenti (diciamo per esempio fra descrizioni di massima, bozze e materiali di riferimento) gli ipertesti aiuteranno la gente a scrivere e a redigere lavori più ambiziosi. Utilizzando gli ipertesti potremo tessere la nostra conoscenza per dar vita a unità coerenti. John Muir ha osservato che "Quando proviamo a individuare isolatamente qualcosa, scopriamo che pare legata a qualsiasi altra cosa nell'universo". Gli ipertesti ci aiuteranno a mantenere legate assieme le idee secondo modi che meglio rappresentano la realtà.  

Con gli ipertesti saremo meglio capaci di collezionare e organizzare conoscenza, accrescendo l'efficacia operativa della nostra intelligenza. Ma perché la collezione di informazione si traduca in una maggiore efficacia operativa, deve essere decentralizzata; una informazione frammentariamente sparpagliata su molte menti non può essere facilmente inserita dentro il sistema da un gruppo composto da pochi specialisti. Lo Xanadu group propose un soluzione semplice: permettere che chiunque potesse scrivere e che il sistema retribuisse automaticamente ad ogni scrittore i relativi diritti d'autore ogni volta che qualcuno avesse letto il suo materiale. La pubblicazione sarebbe stata favorita dalla possibilità di fornire alla gente ciò che essa vuole.  

Immaginate che voi stesso abbiate qualcosa da dire riguardo alcune idee o eventi. Immaginate alcuni vecchi commenti dotati di un certo perspicace acume, e che oramai sono sbiaditi nella memoria sia degli oratori che degli ascoltatori di tutto il mondo. Su un sistema ipertestuale, sarà facile pubblicare e trovare commenti. Immaginate le domande che vi hanno confuso. Potreste pubblicare anche queste; qualcuno, trovata la risposta che vi serve, pubblicherà una replica al vostro intervento.  

Poiché chiunque sarà in grado sul sistema di scrivere testi e creare collegamenti, la rete di ipertesti accumulerà grandi magazzini di conoscenza e di saggezza e ancor più grandi mucchi di completa immondizia. Gli ipertesti comprenderanno vecchie news, pubblicità, graffiti, urla insensate e bugie - sicché come potrebbe un lettore essere in grado di evitare le cose cattive e focalizzarsi su quelle buone? Potremmo mettere su un comitato editoriale centrale, ma ciò potrebbe distruggere la apertura del sistema. Ordinare informazioni costituisce di per se stesso un problema di informazione per il quale fortunatamente gli ipertesti ci aiuteranno ad evolvere buone soluzioni.  

Poiché gli ipertesti saranno capaci di fare quasi qualunque cosa di ciò che i sistemi cartacei possono fare, possiamo almeno usare la soluzione che adottiamo già oggi. Autori ed editori si sono costruiti delle reputazioni consolidate nell'ambito dei media cartacei, e molti di loro hanno cominciato a spostarsi verso la pubblicazione elettronica. Su un sistema ipertestuale essi saranno in grado di pubblicare documenti coerenti con i loro standard di reputazione. I lettori ben disposti verso di loro, potranno impostare i loro sistemi di visualizzazione affinché mostrino solo questi documenti, ignorando automaticamente la nuova immondizia. Per essi, il sistema ipertestuale apparirà come qualcosa che contiene solo materiale di pubblicisti rispettabili, che in più, rispetto alla distribuzione su carta, sarà materiale caratterizzato da una maggiore accessibilità perché distribuito elettronicamente e corredato da indici e collegamenti ipertestuali. L'autentica immondizia sarebbe ancora lì, (quanto meno finché i suoi autori continueranno a pagare una piccola tariffa per la conservazione in memoria del proprio materiale), e tuttavia essa non invaderà lo schermo di ogni lettore.  

Ma saremo in grado di fare ancor meglio di così. Il consenso su un documento (dimostrato da collegamenti e raccomandazioni) può venire da chiunque; i lettori presteranno più attenzione al materiale raccomandato da qualcuno che stimano. Al contrario, i lettori che troveranno dei documenti che apprezzano, saranno in grado di vedere chi li ha raccomandati; questo condurrà i lettori a scoprire gente che condivide i suoi stessi interessi e preoccupazioni. Indirettamente, gli ipertesti aggregheranno la gente e accelereranno lo sviluppo e la crescita di comunità.  

Quando la pubblicazione sarà divenuta così facile e veloce, gli scrittori produrranno più materiale. Poiché gli ipertesti incoraggeranno l'attività editoriale indipendente, gli editori stessi troveranno più lavoro da fare. I documenti che citano, elencano e collegano altri documenti serviranno da antologie, giornali ed indici ad accesso istantaneo. L'incentivo rappresentato dagli introiti dovuti ai diritti d'autore incoraggerà la gente a trovare ciò che desidera. Appariranno ben presto guide alla letteratura presente, in competizione fra loro - nonché guide alle guide.  

Gli ipertesti collegano meglio di quanto facciano i riferimenti bibliografici cartacei, e non solo in termini di velocità. I riferimenti cartacei permettono ad un lettore volenteroso di seguire collegamenti da un documento ad un altro - ma tentate di scoprire in quali documenti ci sono dei riferimenti verso quello che state leggendo attualmente! Oggi, trovare tali riferimenti richiede l'ingombrante presenza di un indice delle citazioni, disponibile solo in apposite biblioteche di ricerca, ed orientato verso argomenti ristretti a campi limitati, nonché obbligato ad aggiornamenti che vengono compiuti con ritardi di qualche mese. Gli ipertesti collegheranno i lavori in entrambe le direzioni, permettendo ai lettori di trovare anche commenti su ciò che stanno leggendo. Questo, di fatto, è proprio un drastico passo avanti tecnologico: un progresso che sottopone le idee ad una analisi critica più completa, velocizzando perciò la loro evoluzione.  

L'evoluzione della conoscenza - sia in filosofia che in politica, o in scienza, o in ingegneria - richiede la generazione, la diffusione e la verifica di memi. Gli ipertesti accelereranno questo processo. I media cartacei gestiscono questo processo di generazione e diffusione piuttosto bene, ma sono molto goffi per quel che riguarda la gestione della verifica.  

Una volta che una cattiva idea raggiunga la stampa, essa assume vita propria, e persino il suo autore può di rado avere la possibilità di piantare un paletto nel suo cuore. Una confutazione devastante di una cattiva idea diventa semplicemente un'altra pubblicazione, un altro foglietto di carta. Giorni o anni più tardi, resta ancora improbabile che i lettori che hanno incontrato o incontrano l'idea contraffatta siano anche casualmente capitati sulla sua confutazione. E così il nonsenso sopravvive e prospera. Solo con l'avvento degli ipertesti, i critici saranno in grado di piantare i loro stiletti nelle carni dei loro bersagli. Solo con gli ipertesti gli autori possono essere in grado di ritrattare i loro errori, e facendolo non grazie al rogo delle biblioteche o imbastendo una massiccia campagna pubblicitaria, ma semplicemente revisionando i loro testi ed etichettando la vecchia versione come "ritrattata". Gli autori avranno il mezzo per rimangiarsi le loro parole in tutta tranquillità; questo li compenserebbe, in parte per l'accresciuta ferocia della critica.  

I critici useranno chiare confutazioni per trafiggere a morte le insensatezze (come per esempio quello dei falsi limiti allo sviluppo), spazzandole via dall'arena intellettuale - sebbene senza eliminare le loro registrazioni - con quasi la stessa velocità con cui esse diventano visibili. Le guide alle buone critiche aiuteranno i lettori a vedere se una idea è sopravvissuta alle obiezioni più agguerrite sollevate fino a quel momento. Oggi, l'assenza di critiche conosciute non significa molto, poiché i brevi commenti critici sono difficili da pubblicare e ardui da trovare. In un consolidato sistema ipertestuale, tuttavia, le idee che siano sopravvissute a tutte le critiche note saranno sopravvissute ad una vera sfida. Esse si saranno conquistate una credibilità autentica e crescente.  

Collegare la nostra conoscenza    

I pregi impliciti negli ipertesti si estendono molto in profondità; e questo è il motivo per cui essi sono così grandi. Gli ipertesti ci consentiranno di rappresentare la conoscenza in maniera più naturale. La conoscenza umana forma una rete priva di interruzioni, ed i problemi umani sconfinano largamente oltre i vaghi confini che delimitano i vari campi. Le schiere ordinate di libri svolgono un ben misero lavoro come rappresentanti della struttura della nostra conoscenza. Le biblioteche, inventando modi migliori di indicizzare, referenziare e disporre fogli sfusi, hanno lavorato per rendere queste schiere di libri più simili a reti, e tuttavia, a dispetto dei nobili sforzi compiuti e delle vittorie riscosse dai bibliotecari, una ricerca bibliografica è tuttora qualcosa che spaventa chiunque, fatta eccezione per una minoranza specializzata del pubblico di lettori. I bibliotecari hanno evoluto pian piano soluzioni orientate in direzione degli ipertesti, e tuttavia la meccanica della carta è tuttora d'intralcio per questo obiettivo. I sistemi ipertestuali ci consentiranno di compiere un passo da gigante nella stessa direzione verso cui ci siamo mossi fin dall'invenzione della scrittura.  

La nostra stessa memoria funziona tramite associazioni, cioè per mezzo di collegamenti che rendono richiamabili le nostre re-classificazioni delle informazioni memorizzate. Anche i ricercatori nel campo della IA trovano che il meccanismo dell'associazione sia essenziale per la costruzione di conoscenza utilizzabile dai loro sistemi; questi ricercatori programmano ciò che loro chiamano "reti semantiche" per costruire sistemi di rappresentazione della conoscenza, Sulla carta, le associazioni fra parole ci forniscono un aiuto prezioso; nella mente, un vocabolario funzionante si basa su associazioni rapide e flessibili fra parole. Di fatto, nella memoria, le correlazioni forniscono il contesto che dona significato alle nostre idee. Utilizzando gli ipertesti la gente assocerà idee grazie a collegamenti pubblicati, arricchendo le stesse idee di significato, e rendendole ancor più parte della nostra stessa mente.  

Quando modifichiamo la nostra mente riguardo alla concezione che abbiamo del mondo, e la concezione di dove esso stia andando, trasformiamo la nostra rete di conoscenza. Trasformazioni ragionate spesso ci richiedono di confrontare schemi di idee in competizione fra loro.  

Per giudicare la specifica visione del mondo presentata da un libro, un lettore deve spesso ricordare o rileggere spiegazioni da recuperare dalle pagine precedenti - o da un contestato articolo apparso l'anno precedente. Ma la memoria umana è fallace, e scavare alla ricerca di un vecchio articolo spesso sembra richiedere troppo lavoro. Ben conoscendo tale problema, gli autori spesso esitano incerti fra l'alternativa di includere troppo materiale nel loro lavoro (annoiando i loro lettori) e quella di tralasciare molte cose importanti (lasciando punti deboli nella loro discussione). Inevitabilmente, essi fanno entrambe le cose, contemporaneamente.  

I lettori degli ipertesti saranno in grado di vedere se le fonti collegate supportano una idea o se altre fonti connesse contengono critiche che la demoliscono. Gli autori scriveranno corposi e stimolanti sunti delle loro idee e le collegheranno alle loro estese e noiose spiegazioni. Mano a mano che gli autori esporranno le loro idee e i critici le discuteranno, entrambi tesseranno in parallelo intere reti contrastanti di visioni del mondo, punto su punto. I lettori non saranno ancora in grado di giudicare perfettamente o istantaneamente le idee presentate, ma saranno quanto meno in grado di giudicarle meglio e più rapidamente. In questo modo, gli ipertesti ci aiuteranno in uno dei compiti più grandi del nostro tempo: giudicare cosa sia davanti a noi, e correggere il nostro pensiero per adeguarlo alle prospettive di ciò che scuoterà le fondamenta delle nostre consolidate visioni del mondo. Gli ipertesti rafforzeranno la nostra preveggenza.  

Per allora, molte delle utili applicazioni di un maturo sistema ipertestuale saranno divenute ovvie - o quantomeno altrettanto ovvie di quanto lo possono essere oggi, prima di aver mai avuto l'occasione di sperimentarle direttamente. Il supporto alla diffusione di news giornalistiche è una di queste ovvie applicazioni.  

Le news modellano la nostra visione del mondo, ma i media attuali pongono dei limiti a ciò che i giornalisti possono ritrarre. Spesso, le storie riguardanti la tecnologia e gli eventi del mondo hanno senso solo nell'ambito di un contesto più generale, ma le limitazioni di spazio e le frenetiche scadenze di pubblicazione strappano via il contesto associato alle storie. Ciò indebolisce la nostra comprensione degli eventi. Utilizzando gli ipertesti, i cronisti troveranno facile collegare le news del giorno a più estese discussioni precedenti. Per di più, la gente coinvolta nelle storie e i casuali osservatori delle stesse, saranno in grado di dire la loro, collegando così i loro commenti alla storia riportata dal cronista.  

La pubblicità lubrifica gli ingranaggi dell'economia, spingendoci (anche in malafede) verso i prodotti disponibili. Dei consumatori ben informati potrebbero anche evitare l'acquisto di beni mediocri ed in sovraprezzo, ma la necessità di cercare fra i beni disponibili e confrontarli, inghiottirebbe notevoli quantità di tempo. Su un sistema ipertestuale, invece, alcune compagnie che offrono servizi per i consumatori compileranno cataloghi comparativi, collegando l'una all'altra le descrizioni di prodotti in reciproca competizione per verificarle e riferire ai consumatori.  

Per quel che riguarda l'istruzione, impariamo meglio quando siamo interessati a quel che stiamo leggendo. Ma la maggioranza dei libri presenta idee solo in una unica sequenza, e solo ad un livello di difficoltà, senza preoccuparsi della preparazione pregressa o dell'interesse di chi legge per apprendere. Anche in questo caso, la domanda popolare favorirà la crescita di utili reti ipertestuali. La gente creerà collegamenti fra presentazioni analoghe, ma concepite per livelli di difficoltà differenti. Gli studenti saranno in grado di leggere una presentazione pensata su un agevole livello di difficoltà, sbirciando su discussioni parallele che scendono un tantino più in profondità. La facilità di assimilazione del materiale più ostico ne risulterà accresciuta, poiché i collegamenti verso nozioni e definizioni basilari consentirà al lettore di prendersi pause per riordinare le idee - istantaneamente, privatamente e senza imbarazzo. Altri collegamenti potrebbero condurre in tutte le direzioni verso materiale correlato; i collegamenti in una descrizione sulla barriera corallina potrebbero condurre verso testi sull'ecologia dei coralli o sulle storie di squali affamati. Potremmo soddisfare un nostro interesse momentaneo quasi istantaneamente, ed apprendere diverrà più divertente. Sempre più gente potrebbe considerarlo qualcosa che genera assuefazione.  

Con gli ipertesti la procedura del giusto processo si irrobustirà. Poiché gli ipertesti sono aperti verso tutte le direzioni, permettendo di formulare domande, di rispondervi, e così via, il dibattito condotto a mezzo ipertesto sarà dotato di una implicita procedura di giusto processo di alta qualità. Di fatto, gli ipertesti saranno un media ideale per la conduzione di forum dei fatti. Le procedure dei forum, a loro volta, saranno complementari agli ipertesti perché distilleranno i risultati dei loro dibattiti d'ampio respiro in affermazioni chiare (sebbene ottenute per tentativi) riguardanti fatti tecnici di importanza chiave.  

Un effetto finale ovvio degli ipertesti sarà quello di ridurre il problema delle citazioni fuori contesto: i lettori saranno in grado di recuperare il contesto originario associato ad ogni citazione, facendolo riapparire nel sistema con la semplice pressione di un pulsante. Questa sarà una caratteristica preziosa, e non solo per la prevenzione della rappresentazione travisata della posizione di un autore; i benefici indiretti potrebbero essere ancor più grandi. Strappare dal loro contesto di fondo affermazioni ragionevoli può sembrare assurdo, ma gli autori degli ipertesti sapranno che le citazioni "assurde" condurranno i lettori direttamente verso il contesto originale dell'autore. Ciò favorirà una scrittura più ardita, dando ai memi basati sulle prove e sul ragionamento un vantaggio rispetto a quelli basati sulla pura convenienza o timidezza.  

Forse il più importante (sebbene il meno evidente) beneficio degli ipertesti sarà una nuova capacità di vedere l'esistenza di lacune. Per sopravvivere ai prossimi anni, dobbiamo saper valutare correttamente idee complesse, e ciò richiede di saper giudicare se un argomento è pieno di lacune. Ma al momento abbiamo problemi ad individuare le lacune.  

Ancora più difficile è riconoscere l'assenza di lacune fatali, e tuttavia questa è la chiave per riconoscere un argomento fondato. Gli ipertesti ci aiuteranno anche in questo. I lettori esamineranno importanti argomentazioni, e dove riscontrino delle lacune le correderanno di cospicue obiezioni. Queste obiezioni renderanno le lacune così consistentemente visibili che l'assenza di buone obiezioni costituirà una chiara assenza di lacune conosciute. Potrebbe essere difficile apprezzare quanto tutto ciò sia importante: la mente umana tende a non riconoscere i problemi causati dalla nostra incapacità di vedere l'assenza di lacune, per non parlare poi delle opportunità che questa incapacità ci fa sfuggire.  

Per esempio, immaginate di avere una idea, e di star cercando di decidere se sia plausibile e valga la pena pubblicarla. Se l'idea non è ovvia, potreste dubitare della sua veridicità e non pubblicarla. Ma se sembra ovvia, potreste con tutta ragione presumere che sia stata già pubblicata, anche se proprio non sapete trovare dove. Gli ipertesti, poiché rendono più facile trovare le cose, renderanno più facile vedere se qualcosa non sia ancora stata pubblicata. Rendendo le lacune della nostra conoscenza più visibili, gli ipertesti ci stimoleranno a colmare tali lacune.  

Per comprendere e guidare la tecnologia, abbiamo bisogno di trovare gli errori - incluse le omissioni - nelle proposte tecnologiche complesse. Poiché assolviamo questo compito in modo così carente, incorriamo in molti equivoci, e la visibilità di questi equivoci rende la nostra incompetenza un fatto evidente e minaccioso. Ciò incoraggia la prudenza, e tuttavia favorisce anche la paralisi: poiché abbiamo difficoltà ad accorgerci della presenza di lacune, temiamo che siano ovunque, anche dove non esistono affatto. Gli ipertesti ci aiuteranno a costruire fiducia in noi stessi dove tale fiducia sia giustificata grazie ad una più affidabile esposizione dei problemi.  

Pericoli degli ipertesti    

Come molti altri utili strumenti, gli ipertesti potrebbero essere utilizzati per far danno. Sebbene ci aiuteranno a mantenere traccia dei fatti, potrebbero anche aiutare i governanti a mantenere traccia di noi. Tuttavia, in un bilancio complessivo, essi potrebbero servire la libertà. Pensati per essere intrinsecamente decentralizzati - con molte macchine, molti scrittori, molti editori - gli ipertesti potrebbero aiutare i cittadini più di quanto possano aiutare coloro che li governano. Le banche dati governative cresceranno di dimensioni in ogni caso, indipendentemente dagli ipertesti. I sistemi ipertestuali potrebbero persino aiutarci a tenerle d'occhio.  

Affidarsi completamente alla pubblicazione elettronica comporta altri pericoli. I governi degli Stati Uniti, come quelli d'altri paesi, hanno spesso interpretato l'ideale che una volta veniva enunciato come "libertà di parola" e di "stampa" intendendolo esclusivamente come libertà di parlare e di vendere carta stampata. I governi hanno infatti regolamentato l'uso della radio e della televisione, richiedendo a questi media di servire una concezione del pubblico interesse piuttosto orientata verso l'interpretazione che le burocrazie avevano di esso. I limiti pratici che obbligano a vincolare il numero di canali trasmittenti sul largo raggio, hanno fornito qualche scusa per questa imposizione, ma tali scuse devono fermarsi qui. Dobbiamo estendere i principi della libertà di parola ai nuovi media.  

Saremmo inorriditi se i governanti ordinassero agli agenti di irrompere nelle biblioteche per bruciare libri. Dovremmo ugualmente inorridire se i governanti tentassero di cancellare documenti pubblici dalle librerie elettroniche. Se gli ipertesti dovranno veicolare le nostre tradizioni, allora ciò che è stato pubblicato deve restare tale. Una biblioteca elettronica non sarebbe meno di una biblioteca solo perché è priva di scaffali o di carta. La cancellazione non produrrebbe fumo o fiamme, ma la puzza del rogo di libri resterebbe.  

Dal desktop alla biblioteca mondiale    

Alcuni dei benefici che ho descritto deriverebbero solo da un grande ed altamente evoluto sistema ipertestuale - uno che già svolga la funzione di forum per dibattiti d'ampio respiro e che sia sulla buon strada per divenire una biblioteca elettronica mondiale. Un sistema di questo tipo potrebbe anche non arrivare a piena maturazione prima dell'arrivo della rivoluzione degli assemblatori e della IA. Perché gli ipertesti conquistino terreno, piccoli sistemi devono guadagnare applicazione pratica, e perché gli ipertesti ci aiutino a gestire la corsa tecnologica, i sistemi piccoli devono ottenere effetti che vanno al di la della loro dimensione. Fortunatamente, possiamo attenderci benefici sostanziali fin quasi dal principio.  

Singole macchine ipertestuali saranno in grado di servire contemporaneamente per diversi utilizzi. Anche senza essere collegati ad ogni cosa del mondo esterno, essi aiuteranno le compagnie, le associazioni e i gruppi di ricerca, a gestire informazioni complesse.  

Tuttavia, creare collegamenti con l'esterno sarà facile. Il numero di basi di dati pubbliche che sono disponibili, si è sviluppato dalla dozzina della metà degli anni '60 fino a qualche centinaio nella metà degli anni '70, e qualche migliaio nella metà degli anni '80. Le compagnie hanno reso queste basi di dati pubblicamente disponibili grazie alle reti di computer. I sistemi ipertestuali saranno in grado di prelevare materiali da tali basi di dati, per cui dovranno immagazzinare solo i codici di accesso verso di esse piuttosto che il testo attuale. Questa informazione sarà solo apparentemente residente nel sistema ipertestuale, ma la bontà di tale soluzione sarà sufficiente per molti scopi.  

La gente utilizzerà i primi sistemi per fornire ad una comunità un servizio di connessione telefonica come quelli esistenti negli attuali bulletin board systems. Gruppi di discussione dedicati a interessi specifici sono già emersi sulle reti di computer; tali gruppi trovano che gli ipertesti siano un media migliore per lo scambio di informazione e punti di vista.  

I primi sistemi ipertestuali ci aiuteranno anche a costruire e avviare delle organizzazioni. L'ordinaria conferenza a mezzo computer (che semplicemente manda avanti e indietro dei brevi messaggi) già aiuta i gruppi a comunicare. I vantaggi di una conferenza non "faccia a faccia" includono costi più bassi (nessun bisogno di viaggiare) una interazione meno aspra (nessuna necessità di attendere o di interrompere la gente) ed una migliore visibilità delle caratteristiche delle menti partecipanti (grazie a messaggi più chiari e meno conflitti derivati da particolari protagonismi). Le comunicazioni ipertestuali estenderanno tali benefici dando ai partecipanti strumenti migliori per riferire, confrontare e riassumere. Poiché i dibattiti a mezzo ipertesti non hanno bisogno di un singolo editore, alle organizzazioni è perciò consentito di divenire più aperte.  

Utilizzare un servizio ipertestuale tramite il telefono e da un computer domestico durante le ore non di punta probabilmente costerà all'inizio diversi dollari per ogni ora. Questo costo crollerà nel tempo. Per diverse decadi fino ad oggi, l'effettivo costo dei computer è sceso di circa un fattore dieci ogni dieci anni, e il costo delle comunicazioni si è ridotto anch'esso. I sistemi di ipertesto saranno affrontabili da un numero sostanziale di persone quasi nello stesso momento in cui essi diverranno disponibili. Sembra che entro dieci anni, il costo calerà abbastanza da essere compatibile con l'utilizzo di questi sistemi da parte di un mercato di massa.  

La possibilità della pubblicazione elettronica è già stata colta al volo. La Academic American Encyclopedia, strutturata come un semplice ipertesto, è stata resa disponibile a 90.000 sottoscrittori, incluse 200 librerie e scuole. Il Time magazine riferisce (4) che i bambini usano il sistema con entusiasmo. I terminali nelle librerie possono già accedere al testo dei titoli di quotidiani, rotocalchi e giornali professionali.  

Non abbiamo bisogno di attendere un sistema universale per beneficiare universalmente dei suoi benefici, poiché gli ipertesti inizieranno a fare la differenza molto prima. Abbiamo bisogno che gli ipertesti siano a portata di mano di studenti, scrittori, ricercatori e dirigenti, e per la stessa ragione per cui abbiamo bisogno di libri di testo nelle scuole, di strumenti nei laboratori e di utensili nelle officine. Alcuni libri hanno fatto una grande differenza, persino quando letti da meno di una persona su mille, poiché hanno originato un ondata di nuove idee, in seguito propagatasi lungo tutta la società. Gli ipertesti faranno la stessa cosa, aiutandoci a raffinare idee che potranno in seguito diffondersi più estesamente anche tramite la carta stampata e i media radiotelevisivi.  

Ipertesti e carta stampata 

Come si potrebbe confrontare la rivoluzione degli ipertesti con la rivoluzione di Gutenberg? Alcuni numeri suggeriscono la risposta.  

La stampa a caratteri mobili abbatte drasticamente i costi dei libri. Ne quattordicesimo secolo, l'Avvocato Reale di Francia aveva solo settantasei libri, e tuttavia essi venivano considerati componenti di una biblioteca molto grande. Un libro richiedeva settimane di lavoro esperto - e i copisti erano necessariamente dei letterati. Le masse contadine non avrebbero mai potuto né permettersi né leggere dei libri.  

Oggi, un anno di lavoro può permettere l'acquisto di quattromila libri. Molte case ne contengono centinaia; le grosse biblioteche ne contengono milioni. La stampa taglia i costi dei libri di un centinaio di volte o anche più, aprendo la possibilità dell'alfabetizzazione ed educazione di massa, e della rivoluzione mondiale tecnologica e democratica in corso.  

E gli ipertesti? Gutenberg mostrò all'Europa come disporre caratteri di metallo per stampare pagine; gli ipertesti ci permetteranno di redisporre del testo già immagazzinato e inviarlo lungo tutti i paesi alla velocità della luce. La stampa accumula pile di libri nelle case e montagne di libri nelle biblioteche; gli ipertesti avranno l'effetto di portare queste montagne di libri ad ogni terminale. Gli ipertesti estenderanno la rivoluzione di Gutenberg grazie all'incremento della quantità di informazione disponibile (5).  

E tuttavia, un altro vantaggio pare essere ancora più grande. Oggi, seguire un riferimento in una biblioteca di solito richiede minuti - con un po' di fortuna qualche centinaio di secondi - ma richiede anche giorni o più se il materiale non è molto popolare quindi è assente, oppure è troppo popolare e quindi esaurito. Gli ipertesti decurtano questi ritardi da centinaia di secondi a circa un secondo. Sicché, dove la rivoluzione di Gutenberg riduceva il costo del lavoro per la produzione di testi in misura di varie centinaia, la rivoluzione degli ipertesti ridurrà il costo del lavoro necessario per trovare un testo in misura di varie centinaia. Questa, di fatto, sarebbe una rivoluzione.  

Come ho discusso, rendere più convenienti i riferimenti ai collegamenti trasformerà la tessitura del testo, portando ad una rivoluzione non semplicemente nella quantità ma anche nella qualità. Questo incremento in qualità assumerà molte forme. Indici migliori renderanno più facile rintracciare informazione. Migliori discussioni critiche estirperanno le insensatezze ed aiuteranno a rafforzare le idee plausibili. Migliori presentazioni della globalità evidenzieranno le lacune nella nostra conoscenza.  

Con informazione abbondante, disponibile e d'alta qualità, sembreremo più intelligenti. E ciò aumenterà le nostre possibilità di gestire correttamente i passi avanti tecnologici in arrivo. Cosa potrebbe essere più utile? La prossima volta che vedrete diffondersi una falsità o vedrete una cattiva decisione derivare dalla pura ignoranza, fermatevi un attimo, e riflettete sugli ipertesti.
 

Note e bibliografia
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